Fusioni, unirsi, fare insieme

Niente di più?

La possibilità di trovarsi ai confini un altro grosso comune, Castlebolognese-Solarolo, la “fusione” tra il nostro ospedale e quello di Faenza.

Ce n’è tanta di carne al fuoco perchè la politica romandiola non chiuda per ferie.

Ma non un ruolo decisionale, quanto piuttosto di apertura al dibattito su questi temi di fondamentale importanza con tutti i romandioli, grazie agli strumenti tecnici di confronto oggi finalmente dipsonibili per dar vita ad una democrazia realmente partecipata.

Sulla sanità, alla vigilia della definizione del piano di riordino della nostra “Azienda” Usl, quella romagnola, si registra un documento congiunto delle coordinatrici della Romagna Faentina, Degli esposti e della Romagna Estense, Errani.

Dopo un giudizio positivo sulla situazione esistente, si evidenzia la necessità che la prossima riorganizzazione “garantisca la presenza dei primari e del personale medico necessario in ogni presidio ospedaliero; che nella provincia di Ravenna gli ospedali rimangano tre”; si propone poi.”un’integrazione tra l’ospedale di Lugo e quello di Faenza sulle specialistiche in modo crescente, garantendo un bacino di popolazione sufficiente a rispettare gli standard di sicurezza e di appropriatezza delle cure”.

Nessun cenno, nessuna presa di posizione, su un tema di straordinaria rilevanza per il futuro dell’organizzazione ospedaliera della Romagna, il nuovo ospedale di Cesena.

Di Cesena o della Romagna?.

Arrigo Antonellini

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