Ma siamo noi che decidiamo, non loro!

La Fusione dei Comuni


Ci voleva la professionalità e l’intelligenza della giornalista lughese Monia Savioli, su “il Resto del Carlino” per finalmente “gettare il sasso nello stagno”.

Stagno, rende molto l’idea.

Chi ha qualche anno ricorderà la proposta del Super Comune del vice Sindaco Giuseppe Taroni, di qualche decennio fa.

Chi è un pò attento alle cose della vita pubblica, sa che da anni sono vigenti leggi nazionali e regionali che favoriscono le Fusioni dei Comuni, non solo a parole, ma anche con ingenti somme di denaro e sanno che già diversi comuni si sono “fusi”, per tante ragioni, in sintesi per “contare di più”.

Anche i giovanissimi hanno saputo delle iniziative dell’associazioni E’VivaLugo e dell’impegno assunto in campagna elettorale di portare il tema in Consiglio Comunale.

Un personale commento a quanto hanno detto alcuni Sindaci a Monia.

Intanto quanto dichiarato dal Sindaco del Comune della Romagna Estense, futuro, perchè al nuovo prima o poi, volenti o nolenti, si arriva, prima o dopo, Luca Piovaccari, sindaco del comune che esercita tutte le funzioni, eletto dalla politica non da noi e già qui gli interrogativi sono tanti.

“Sino ad ora non è stata approfondita alcuna ipotesi concreta”, dice.

“Perchè”, la domanda che viene spontanea e a proposito di concretezza, a quanti soldi stiamo rinuciando, questo almeno avrebbero il dovere di dircelo.

“Sono contrario per non perdere la nostra identità” dice il Sindaco di Bagnara, Francone.

Quanto vale un’Identità” in temi di quantità e qualità dei servizi al cittadino, proprietario, il cittadino, del suo di Comune?

Identità che il percorso legislativo mantiene con il mantenimento delle elezioni comunali.

“Non si sa – dice ancora – quali effettivi risultati possano portare gli interessanti finanziamenti in termini di efficienza ed efficacia”?

Ma i denari male non fanno….

“Nel mio mandato non c’è la possibilità di decidere a favore di una Fusione”, da leggersi, “Non consento ai miei cittadini di decidere loro”.

Ma anche un pò di confusione, perchè spiega – “Solo nel caso i cittadini tramite referendum, dovessero scegliere la strada della Fusione, potrò considerare l’dea”.

Prendere in considerazione di adeguarsi alla volontà popolare??

Poi è proprio la legge che prevede il referendum, non è un optional.

“Non ho preclusioni a ragionarci” dice invece il sindaco di Sant’Agata, Emiliani “ignorare l’ipotesi sarebbe andare controvento quando il vento cambia direzione, la politica nazionale e regionale sta andando in questa direzione”.

“Quello che mi piacerebbe – sottolinea però – è la Fusione tra i nove Comuni perchè devo garantire i servizi ai miei cittadini”.

Opposto il pensiero di Piovaccari: “Si fondano quelli più piccoli, Bagnara e Sant’Agata, sono quelli che hanno avuto più vantaggi dall’Unione”.

Poi come tutti i politici lascia la porta aperta, come già era stato due anni fa in campagna elettorale: “in futuro può darsi che l’Unione non basti più per garantire il livello dei servizi attuali e sia necessario pensare ad altre soluzioni”.

Meditate gente, meditate…..

Arrigo Antonellini

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