Sanità e tagli di posti letto negli ospedali

Riceviamo da Gianfranco Spadoni e pubblichiamo




In un’ottica di riorganizzazione complessiva della sanità provinciale in cui, tra gli altri interventi, è prevista la soppressione di 73 posti di degenza ospedaliera e una trentina di posti letto spalmati nelle varie organizzazioni dei servizi ospedalieri, tale provvedimento può non essere condivisibile ma ancora prima della disapprovazione occorre fare un ragionamento razionale. 


Prima del taglio dei letti, infatti, occorre partire dal consolidamento dei vari servizi ospedalieri di Lugo e di Faenza per garantire la piena efficienza e funzionalità dei due nosocomi costantemente sottoposti a una sorta di spada di Damocle per quanto attiene il loro futuro. 

Copertura dei posti di dirigente primario, investimenti in termini di infrastrutture e tecnologie e definizione di un programma di largo respiro per il mantenimento delle degenze e dei servizi in questi due grossi comuni, rappresenta le condizioni essenziali alla base della programmazione generale in capo all’ azienda sanitaria di Area vasta.

Esiste poi una seconda condizione fondamentale da attuare prima della soppressione dei posti letto: vale a dire il potenziamento delle case della salute la cui presenza sul territorio è ancora molto limitata. Le linee generali dell’Azienda Usl prevedevano, infatti, l’organizzazione dei servizi territoriali in grado di erogare prestazioni sanitarie e servizi di prossimità in modo da alleggerire il carico ospedaliero, ma alla luce dei fatti, siamo ancora lontani dai livelli di ottimizzazione necessari.

In particolare queste due questioni appaiono fondamentali e propedeutiche alla riorganizzazione proposta dall’Azienda sanitaria per evitare disagi e disservizi sempre a carico dei pazienti.



Gianfranco Spadoni
Già Consigliere della Provincia di Ravenna

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