Il libro di Maria Grazia Zanelli

Riceviamo e pubblichiamo

Di Armanda Capucci



La dott.sa Maria Grazia Zanelli nota nella nostra Unità sanitaria come valente specialista in pediatria, fin dal 1986, questa volta non si è dedicata ai suoi pazienti preferiti, i bambini, ma alla sua famiglia, realizzando un sogno che accarezzava da tempo, ricordare la propria madre, la maestra Maria Giovanna Ricci Maccarini, in un modo inconsueto ed originale, dedicandole un’affettuosa biografia: una sincera dimostrazione di amor filiale e di profonda sensibilità.



Domenica, 10 luglio u.s., nella riposante cornice della casa di campagna di Villa San Martino dove M. Giovanna era nata il 28 novembre 1925, il libro di Maria Grazia Zanelli, dal titolo eloquente: “La nostra maestra di scuola e di vita”, è stato presentato a famigliari, parenti, amici e colleghi della “maestra Zanelli” come tutti in paese la indicavano,rispettosamente. 

 L’atmosfera familiare ha reso l’incontro ancor più commovente ed intimo, mentre risaltava la presenza di tre generazioni: lo zio Gigetto, unico fratello vivente di M. Giovanna e fonte storica della nipote, i figli Maria Grazia ed Alberto, i generi, la nuora, i loro nove figli. 
Una famiglia numerosa ed unita anche in questa occasione, per ricordarla, proprio quella che ella aveva sempre desiderato. 

Dunque, è lei la protagonista del libro a carattere storico -biografico, riccamente corredato da immagini preziose, da foto “storiche” in bianco e nero e da numerose testimonianze. La prefazione è di Daniela Marangoni, psichiatra ed amica di vita della dottoressa Zanelli che le aveva manifestato più volte il desiderio di scrivere un libro “affinché le radici della propria storia non andassero perdute”, realizzato , poi, “ con la stessa tenacia e determinazione che l’ha sempre contraddistinta”. 

Ed è già una storia dentro la storia, quella dell’amicizia, fin dalla prima infanzia, fra Daniela e M. Grazia, due bambine cresciute insieme, in un piccolo paese come S. Agata, diverse sia nel carattere, sia nella fisicità, ma unite per tutta la vita da una profonda intesa, due amiche che hanno preso il volo, una per diventare psichiatra, l’altra pediatra. Il libro prosegue con la dedica della scrittrice ai propri figli Anna Giulia e Matteo e mette a nudo le motivazioni profonde che l’hanno ispirata. E’ una biografia, un racconto che parte dalla nascita dell’adorata madre M. Giovanna, nata nel 1925, sullo sfondo di un’ Italia fascista, e ripercorre le tappe più importanti della sua vita. 

 I primi due decenni, l’infanzia e la giovinezza, sono“permeati dal rigore del fascismo”, poi, nel 1940, lo scoppio della seconda guerra mondiale con le sue tragiche conseguenze: l’invasione dei Tedeschi, l’occupazione della casa di Villa San Martino, i bombardamenti, le corse nei rifugi, fino all’offensiva finale che portò alla Liberazione, con lo sfondamento, da parte delle forze alleate, del fronte sul fiume Senio ed il loro, successivo passaggio da Villa S. Martino a S. Agata e Massa Lombarda, il 12 aprile 1944: paure, sacrifici, privazioni dolore, gente “segnata” dalla guerra. 

Tutti gli aspetti e le fasi della vita familiare e scolastica di Maria Giovanna sono illustrati anche nelle foto: figlia di Angelina e Davide, sorella di Gigetto e Renato, “I Portafug”, studentessa all’Istituto Magistrale San Giuseppe di Lugo, poi, maestra elementare, il suo grande sogno, realizzato grazie ai fratelli che le avevano permesso di continuare gli studi nonostante la morte prematura del padre nel 1942. 

Nell’immediato dopoguerra, si apre la seconda fase della sua vita: dapprima supplente, poi, insegnante di ruolo a Comacchio: unici mezzi di trasporto, la bicicletta, poi la Vespa e, molto più tardi, la mitica “Topolino” usata, che perdeva i pezzi. 

Nel 1951, l’incontro più importante, M. Giovanna innamorata del suo Adolfo, poi sposa e madre felice: una coppia affiatata, allietata dalla nascita di tre figli: Angela Frida nel 1952, M. Grazia nel 1954 e Alberto nel 1965. Il secondo protagonista di questa storia è, certamente, colui che, poi, divenne “nonno Adolfo”, compagno di vita di M. Giovanna per 50 anni, “formidabile, inossidabile, molto più silenzioso e schivo rispetto alla mamma, ma molto saggio”…tenace e premuroso. 

 Anch’egli, nel fiore della giovinezza, aveva molto sofferto; costretto a partire per la guerra, per poco, non aveva lasciato la vita in Russia. Nel dopoguerra era stato assunto come impiegato comunale e, finalmente, nel 1957, anche M. Giovanna aveva ottenuto il trasferimento alla Scuola elementare di S. Agata, dove avrebbe svolto la sua professione fino al 1990: ben 34 anni! E, dopo, il pensionamento, ma non il riposo, anzi, con nuovi impegni, primo fra tutti quello di nonna affettuosa indispensabile e indimenticabile per i primi otto nipotini.  

Ecco, madre e maestra, come afferma M. Grazia, un punto fermo nella vita della sua famiglia e dei suoi alunni, affabile ma anche severa, schietta e leale come appare dalla testimonianza dei colleghi, “ nonna delle favole” per i bimbi della Scuola materna a Lugo, “perché non riusciva a stare lontana dalla scuola”. Un’esistenza che si è conclusa troppo presto, quando Maria Giovanna avrebbe voluto donare ancora tanto di sé. Però, il ricordo fa sì che le persone care restino vive nella memoria. Così, si è espresso l’editore Giorgio Nanni, nel presentare l’opera :“Noi ce ne andiamo, ma i libri restano!” 

(Armanda Capucci)

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