Depositata la sentenza di assoluzione di Errani: confermata la buona fede degli imputati

Sempre assolutamente necessario dare ampio spazio alle assoluzioni
 



La trasmissione della relazione alla Procura della Repubblica “conferma la buona fede degli imputati, la convinzione che le eventuali indagini predisposte non avrebbero evidenziato nulla di più di quanto ritenuto convintamente dai redigenti (e prima di loro, dai funzionari regionali che si erano occupati della pratica di Terremerse)”.



L’Ansa regionale riporta quanto scrivono i giudici della Corte di Appello di Bologna nella sentenza di assoluzione per l’ex presidente della Regione Emilia-Romagna Vasco Errani.

Vasco Errani è stato assolto insieme a Filomena Terzini e Valtiero Mazzotti nell’appello bis il 21 giugno, dopo che la Cassazione il 17 giugno 2015 aveva annullato con rinvio ad un nuovo processo di secondo grado le condanne inflitte ai tre dalla Corte di Appello: un anno a Errani per falso ideologico, un anno e due mesi ai dirigenti. Subita la condanna, Vasco Errani si era subito dimesso da presidente della Regione.

L’accusa riguardava la relazione che Errani fece scrivere ai due dirigenti nel 2009 e che inviò alla Procura con una lettera, per chiarire la correttezza dell’amministrazione nell’erogazione di un contributo da un milione a Terremerse, la cooperativa di cui all’epoca dei fatti era legale rappresentante il fratello del Presidente Errani, Giovanni. 


Nelle pagine della motivazione, i giudici della terza sezione penale (presidente Cecilia Calandra) sottolineano “la sussistenza di plurimi convergenti indicatori della buona fede di tutti gli imputati, dell’errore in cui erano incorsi Filomena Terzini e Valtiero Mazzotti nel redigere la relazione incriminata, dell’assenza di qualsiasi atto di induzione o istigazione al falso da parte del presidente Errani”.

Ultime Notizie

Rubriche