Ospedali con fornitura diretta di farmaci

Limitare la logica della farmacia di stato

Di Gianfranco Spadoni



La distribuzione diretta dei farmaci in ospedale se da un lato offre il vantaggio del risparmio economico per l’A.Usl dovuto all’acquisto alla fonte dei medicinali, dall’altro tale iniziativa comporta non pochi disagi per l’utenza oltre a creare squilibri nell’economia complessiva. 



I limitati punti di erogazione negli ospedali e nelle strutture sanitarie pubbliche provocano spesso lunghe file di attesa e, tra l’altro non offrono lo stesso servizio assicurato invece dalla rete capillare delle farmacie in termini di assistenza e di informazione. 


La ragione principale di tali disservizi nelle strutture pubbliche sta proprio nella limitata presenza di personale e nei conseguenti tempi d’ attesa da parte dei pazienti, inoltre in questo limitatissimo rapporto fra farmacista e paziente si registra una carenza sul piano delle informazioni e dell’assistenza assolutamente complementari alla mera consegna del farmaco.

Il paziente, insomma, deve essere messo nelle condizioni di accedere liberamente alla struttura di erogazione ubicate sul territorio limitando il più possibile ogni disagio. 


Oltretutto la capillarità delle farmacie, organizzata per l’intero arco della giornata e anche di notte e nei giorni festivi, rende più agevole oltre che più economico, il prelievo dei farmaci da parte delle persone interessate. Oltretutto il rischio è di scavalcarein buona parte la rete delle farmacie capillarmente distribuite per creare una sorta di farmacia di stato centralizzata sul modello degli ex paesi socialisti dell’Est.


Un modello, ormai fuori moda, se si pensa alle liberalizzazioni attuate dal governo Monti e se si considera soprattutto il presunto risparmio del Servizio sanitario (tutto da dimostrare), gravato sensibilmente dalle spese che si riferiscono al personale, alla gestione e alla logistica e ad altri fattori non di scarso rilievo che fanno propendere per una limitazione del servizio in oggetto. D’altra parte tale modalità di distribuzione diretta in altre aziende sanitarie in cui è stata sperimenta, non ha dato risultati economici e sociali positivi rispetto ai normali rapporti con le farmacie presenti capillarmente sul territorio.

La convenzione in oggetto, dunque, rappresenta l’ulteriore conferma che attraverso il canale farmaceutico esterno sparso capillarmente sul territorio, si limitano i costi e le spese mentre si aumentano concretamente i benefici a favore dei cittadini.

Gianfranco Spadoni
già consigliere provinciale Ravenna

Ultime Notizie

Rubriche