Festival I luoghi dello Spirito e del Tempo 2016

All’estero ma ci piace




Terzo appuntamento, domani, giovedì 4 agosto – Chiesa di S. Giustina, Ravenna: Javier Nuñez Rivera, cembalo e organo

Alla ricerca di luoghi e musiche inesplorate la rassegna 2016 de “I luoghi dello Spirito e del Tempo” si muove verso la città e approda alla settecentesca chiesa di S. Giustina, nella piazza del Duomo, recentemente restaurata ma non accessibile a visitatori se non in occasioni particolari; oltre alla chiesa è stato restaurato un bell’organo di base secentesca, che sarà suonato, assieme ad un clavicembalo, dal cembalista e organista siviglianoJavier Nuñez Rivera . 


Musicista specializzato nel repertorio del primo barocco di area mediterranea, presenterà un programma interamente dedicato a musiche italiane di varia ispirazione e destinazione, dalle danze del primo Cinquecento alle toccate di Frescobaldi, dai capricci contrappuntistici alle variazioni virtuosistiche. Precederà il concerto un’introduzione al monumento tenuta da Vanda Budini, già gradita ospite nella serata di Castiglione

Il concerto si svolgerà come sempre alle ore 21 e l’ingresso è libero.

Il concerto successivo, l’11 agosto, è realizzato a Bagnacavallo in collaborazione coll’associazione Controsenso, e ci porterà idealmente nelle sale di un convento francese del Seicento.

Tutte le informazioni su date e luoghi del Festival si trovano sul sito web http://collegiummc.racine.ra.it, sulla pagina facebook dedicata al Festival ed è possibile inoltre telefonare agli uffici Turistici dei comuni interessati.

Per il Collegium Musicum Classense
Maria Luisa Baldassari
collegiummusicum@racine.ra.it
http://collegiummc.racine.ra.it

Domani giovedì 4 agosto 2016 ore 21, Chiesa di S. Giustina, Ravenna
A modo italiano

Organo e cembalo tra Rinascimento e Barocco
Javier Nuñez Rivera

Organo e cembalo
Antonio Valente​Fantasia

(fl. 1565-1580)

Andrea Antico​ ​Per dolor mi bagno il viso, da M. Cara

(c.1480 – c.1538)

Ercole Pasquini ​Ancor che col partire

(c.1550 – c.1620)

Girolamo Frescobaldi Capriccio di durezze

(1583-1643)

Giovanni Salvatore ​Canzone francese II del IX tuono naturale

(1610 – c.1688)

Giovanni Picchi​Toccata, Pass’e mezzo,

(1571/72-1643)​Saltarello del Pass’e mezzo

G. Maria Trabaci ​Consonanze stravaganti

(c.1575 – 1647)

Giovanni de Macque Seconde Stravaganze

(c.1550 – 1614)

G. Maria Trabaci ​Io mi son giovinetto

Giovanni Picchi​Passo e Mezzo

Marco Facoli​Padoana prima dita Marucina

(c.1540 – 1585)​& Padoana terza dita la Finetta

Antonio Majone​Toccata seconda (Primo Libro)

(c.1565 – 1627)

Bernardo Storace ​Follia

(fl.1664)

Anonimo XVII sec.​Passagagli

Javier Nuñez Rivera è stato definito dalla critica un virtuoso del cembalo, straordinariamente espressivo e ricco di sensibilità. Nato a Siviglia, ha iniziato la sua formazione musicale studiando pianoforte e successivamente cembalo con M. Nieves Gómez, finendo i suoi studi presso il Conservatorio di Siviglia con il massimo dei voti. 


Si è perfezionato con Andrés Cea e poi con Tony Millan a Madrid, con il quale ha anche perfezionato il basso continuo. Con una borsa della regione Andalusia ha studiato cembalo, nel 1997, al Koninlijk Conservatorium dell’Aia (Olanda) con Jacques Ogg, dove ha conseguito il Diploma di Solista. In seguito ha frequentato corsi di perfezionamento col famoso clavicembalista Davitt Moroney. È stato titolare della cattedra di cembalo, basso continuo e musica da camera presso il Conservatorio di Musica di Maiorca dal 2007 al 2013.

Attualmente ha una intensa carriera artistica come solista e al basso continuo. Ha tenuto recital in importanti festival come il FEMAS di Siviglia, il Festival Internazionale “Clavicembalo, live art” di Belgrado (Serbia) o Grad Teatar Festival a Budva (Montenegro). È membro di gruppi come Accademia del Piacere, More Hispano e I Fedeli, con sede a Basilea, e ha partecipato a vari progetti di grandi dimensioni, come la Siviglia Baroque Orchestra e la Camerata Iberia. Inoltre è stato invitato come solista dall’Orchestra di Granada, dall’Orchestra Sinfonica delle Baleari e dall’Island Reyjkavijk Kammersveit, che ha anche diretto. Si è esibito in numerose sedi in Europa e Sud America.

Ha diverse registrazioni sia per la radio (RNE, RUV Islanda, O1 Austria o WDR3 Germania) e per le etichette CANTUS (il suo primo album da solista, “A modo italiano”), Carpe Diem ( Altro Hispano , Yr un oydo e Lucentezze), PAN CLASSICS (con il gruppo I Fedeli, Zuane Tedesco), Passacaglia (sempre con I Fedeli, Codex Tarasconi diminuito), GLOSSA (l’ultimo CD di Accademia del Piacere, Rediscovering Spagna) e Lindoro (la prima registrazione di More Hispano, Selma e Salaverde: Canzone, Fantasie et Correnti).

Tra il 1550 e il 1700 l’Italia era un amalgama di città indipendenti, alcune grandi città-stato con un peso significativo sulla scena politica come Roma, Venezia e Napoli. Ciò si è riflesso anche nella cultura, che non è mai stata centralizzata e connessa a una singola città come in altri paesi, e la musica non fa eccezione: tra composizioni scritte a Venezia o Napoli ci sono differenze stilistiche sorprendenti, e possiamo dunque individuare “scuole” musicali, che condividono caratteristiche comuni.

A Venezia troviamo una grande quantità di autori di rilievo, tra cui Claudio Merulo e Andrea Gabrieli, organisti in San Marco. A differenza di questi, la cui produzione è limitata a musica “seria” (toccate, canzone, ricercari…), Giovanni Picchi dedica il suo unico libro stampato pervenuto (Intavolatura di balli d’arpicordo, Venezia 1621) alla danza. Questo volume è degno di nota sia per il suo ingegnoso virtuosismo, sia perché è l’ultimo libro di musica per la tastiera stampato a Venezia. Non si sa molto sulla sua vita, salvo che era organista presso la Scuola Grande di San Rocco nel 1623, anno in cui il grande Claudio Monteverdi è stato maestro di cappella presso la stessa istituzione. Curiosamente, la sua unica toccata esistente è inclusa nel Fitzwilliam Virginal Book, una collezione inglese.
Il Regno di Napoli era sotto il dominio della corona spagnola e la sua città principale, Napoli, era la sede del vicereame, il che ha creato evidenti legami culturali con la Spagna, come dimostra la scelta di Diego Ortiz a direttore della cappella vicereale. Principali rappresentanti della scuola napoletana sono Giovanni de Macque, Ascanio Majone e Giovanni Maria Trabaci, ma già compositori precedenti condividevano alcune caratteristiche di questa tradizione, come Antonio Valente e Rocco Rodio. 

 De Macque e i suoi allievi Majone e Trabaci mostrano una virtuosità idiomatica, armonicamente avventurosa: un buon esempio di questo è l’uso delle dissonanze e dei cromatismi. Bernardo Storace ha lavorato a Messina (Sicilia), e la sua opera nota si concentra principalmente sul genere della variazione.

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