Governare comporta responsabilità

Ma attenzione a tenerli aperti i negozi del Pavaglione
Rigorosamente illuminato di sera

Il 22 ottobre 2015, il sottoscritto presentò una interpellanza, firmata anche dal capogruppo di Fi, Donatella Donati, nella quale si chiedeva di fornire i dati relativi al numero ed alla consistenza dei negozianti presenti sotto le logge del Pavaglione, in arretrato con il pagamento al Comune del canone di affitto.

Chiedevamo di conoscerne il numero e l’ammontare complessivo della cifra corrispondente ai canoni non pagati.

La parte finale della interpellanza recitava: “La gestione puntuale e rigorosa del patrimonio pubblico, è infatti un elemento qualificante di una corretta amministrazione della cosa pubblica ed il rispetto degli impegni, da parte degli affittuari, è un presupposto fondamentale per non incorrere in situazioni tali da potere configurare un potenziale danno erariale.”

Nella risposta, fornita in data 14 gennaio 2016, gli amministratori precisavano, cito testualmente, che: “Nel corso dell’anno 2015 (dati di luglio), a fronte di un totale di fatture emesse per €.111.167,62 sono stati incassati €.76.918,78.

Non sono stati incassati €.34.248,84. La percentuale dell’incassato rispetto al dovuto è pertanto del 69,19%. Il numero degli inadempienti è pari a 11.”

Nel dichiararmi soddisfatto o meno della risposta, feci presente che la stessa era parziale perché riferita solo ad una parte del 2015 e che sarebbe stato utile conoscere l’ammontare complessivo del non incassato, da parte del Comune, anche per gli anni precedenti.

La vicenda del Bar Jolli e delle svariate migliaia di euro che il gestore moroso (pare da circa due anni) e trasferitosi all’estero, lasciando un discreto ammanco nelle casse del Comune e di improbabile recupero, è nota anche se i nostri amministratori, sia quelli di ieri che quelli di oggi, non ne parlano volentieri.

In ogni caso e seppure con dati parziali, una morosità del 31% non era da sottovalutare.

Ricordo che l’assessore Fabrizio Casamento mi attaccò, sostenendo che ce l’avevo con i commercianti del Pavaglione.

Ma il sottoscritto, nella sua qualità di amministratore, seppure di minoranza, intendeva evidenziare una situazione anomala e da risolvere, perché in contrasto con i criteri che informano una corretta gestione e valorizzazione del patrimonio pubblico di proprietà comunale; criteri che i nostri amministratori avrebbero dovuto seguire, invece di sposare una politica improntata ad una eccessiva tolleranza.

Inoltre evidenziavo una inaccettabile situazione di “disparità di trattamento” che si veniva a produrre fra gli stessi commercianti del Pavaglione; nello specifico fra quanti pagavano regolarmente l’affitto e quanti risultavano morosi e da molto tempo!

Oggi nella cronaca di Lugo de “Il Resto del Carlino” compare un articolo intitolato: “Pavaglione, crescono gli affitti non pagati. Il Comune deve recuperare 100.000 euro. Sono 27 i negozi e le ditte “morose” in conseguenza della crisi”.

Nell’articolo si precisa, inoltre, che l’amministrazione cercherà di individuare, mediante un bando di gara, un legale per riavere i soldi dovuti o avviare gli sfratti.

Se, come immagino, nel bando di gara inciderà la variabile del prezzo in relazione alla prestazione offerta, non credo sia una felice soluzione perché di rado chi ci fa spendere meno è anche il più qualificato per l’incarico ottenuto.

Inoltre ricordo anche che il Comune di Lugo aveva già in essere un accordo con la Sorit, alla quale era stata demandata tale attività.

Mi pare evidente che siamo in presenza di una situazione grave la quale, oltre a contraddire le dichiarazioni sulla ripresa nel nostro territorio, esige delle risposte precise per sapere se tutto ciò che nel tempo trascorso andava fatto per tenere sotto controllo la crescita delle morosità, di cui ancora una volta veniamo a conoscenza dai giornali, è stato fatto ed in modo adeguato.

Roberto Drei
Consigliere del gruppo “Per la buona politica”






Ineccepibile quando dice Drei.

Ma non solo in politica le decisioni sono sempre la risultanza di un attento esame tra costi e benefici.

Nel caso, il costo di sfratti, di “cacciate” per morosità è rappresentato da probabili ulteriori saracinesche chiuse nel centro commerciale del nostro Pavaglione.

Saremmo certi infatti che nuovi spazi vuoti verrebbero poi occupati?

E se non fosse così, un centro commerciali con luci spente, cala di attrazione.

Un calo che peserebbe anche su chi l’affitto lo paga regolarmente.

Giusto quindi tentare prima di tutto di recuperare il dovuto, in modi e forme da concordare, per tenerlo il più illuminato possibile il nostro Pavaglione, di nostra proprietà, come sono nostre tutte le proprietà degli Enti Pubblici.

Arrigo Antonellini

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