Lugo e la Ferrari

Quando una Rossa nel museo di Baracca?



In vendita al Musei Baracca

La Rai Domenica scorsa ha fatto precedere la diretta del Gran Premio di Formula Uno, e quindi in un momento di grande audience, da un servizio sul Museo delle Ferrari di Maranello.


Tante decine di Rosse che hanno fatto la storia dell’auto del Cavallino.

Una in meno ridurrebbe di zero il numero dei visitatori al museo di Maranello.

Una al nostro Museo Baracca ne raddoppierebbe, almeno, il numero.

Si può intuire il valore storico culturale di quel motore messo all’ingresso del nostro museo dove tempo fa una Rossa c’era, ma quant’è brutto esteticamente, tutt’altro che accogliente. 


Un paio di anni fa vi chiedemmo di scegliere un souvenir di Lugo, a stragrande maggioranza sceglieste il Cavallino di Baracca, quello con la coda bassa a differenza della Ferrari, ed abbiamo realizzato il portachiavi poi andato a ruba e ancora in vendita a soli 6 euro al suo museo, in via Baracca. 


Certo guai se avessimo usato il loro logo, a noi lughesi che ne siamo proprietari, che glielo abbiamo regalato, come a tutti, non è concesso.


Perchè non usare il Cavallino per promuovere la Città, lo chiede “con forza” Guido Carlo Giovannin, già, perchè?


Perchè Ravenna si “vende” come città del mosaico; Faenza della ceramica; Marradi di Dino Campan;, addirittura un borgo come Crescpino dell’acqua buona e delle fontane e Lugo non si vende, se non per un lenzuolo di cose diverse, nessuna della quali tipica, specifica, solo di Lugo, per un turismo che oggi da questo è mosso, è sempre più un turismo di nicchia, nicchie che in Italia e nel mondo fanno grandi numeri.


La nicchia degli studiosi della prima Guerra Mondiale e degli amanti del volo.

Baracca fu il primo ad avere il patentino di volo, importante, famoso, quindi addirittura anche senza le sue gesta nella Grande Guerra.



Quel cavallino che è della Ferrari, uno dei marchi più famosi del mondo.


Baracca, l’unico lughese citato nei libri più letti in Italia, quelli degli studenti.


Chi l’ha vista?

Arrigo Antonellini    

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