Turismo, servono innovazione e integrazione

Riceviamo e pubblichiamo

Di Gianfranco Spadoni



Siamo tutti d’accordo che il turismo rappresenta un comparto essenziale per la nostra economia, ma le scelte praticate per sostenerlo adottate dalla pubblica amministrazione, spesso generano qualche incoerenza. 



È il caso, ad esempio, della famigerata tassa di soggiorno ritenuta, a ragione, dannosa tenuto conto che in buona misura i costi dell’esazione sono più alti della produzione. Si può capire il disperato bisogno di trovare risorse economiche per le casse degli enti locali, ma tale tassa si può accettare solo quale seria contropartita a fronte di servizi erogati dalla pubblica amministrazione. Nei fatti, tuttavia, questo non accade e, quindi, resta solo un balzello in un momento, peraltro, aggravato da un’economia complessiva ancora in sofferenza sotto il versante reddituale.

Oltre a quest’aspetto, andrebbe ridefinito il modello turistico e della promo – commercializzazione, come esigenza non più rinviabile se non si vuole affossare il comparto trainante e trasversale della nostra economia. In generale i dati degli arrivi, delle presenze e, soprattutto quelli riferiti ai pernottamenti sempre più brevi, stanno a indicare in qualche misura le criticità del settore. 


Occorre una sterzata vigorosa perché non si può più vivere di rendita in forza di questo bene primario e in particolare grazie alla presenza del litorale e del ricco patrimonio artistico delle città d’arte. Gli amministratori locali, infatti, non hannocompreso sino in fondo come nel proseguimento degli anni occorresse investire per catturare nuovi flussi turistici impegnando idee innovative oltre a risorse più adeguate per un’offerta che necessariamente deve essere in continua evoluzione. 

Assistiamo ancora, purtroppo, a ripetute sovrapposizioni oltre all’eccessiva frammentazione organizzativa e promozionale da parte delle istituzioni locali e degli enti preposti aoccuparsi del settore, invece di concentrare tali compiti di marketing e di promo commercializzazionemirata, d’intesa con i privati, in mano a pochi soggetti. In ogni caso una più forte integrazione del prodotto turistico con forme di offerta innovativa, estesi a tutto il territorio provinciale sono solo alcune direttrici di base per migliorare la competitività e recuperare concorrenzialità.

Oltre alle citate questioni, va migliorato, inoltre, il sistema delle infrastrutture, specie quelle ferroviarie, attraverso l’attivazione di nuovi collegamenti rapidi con le città d’arte e con i nostri lidi, tenendo ben presente che il turismo non può essere ravennacentrico ma un comparto davvero integrato e sinergico con tutte le realtà della provincia.

Gianfranco Spadoni
consigliere provinciale “civico”

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