Settembre Dantesco 2016

A Ravenna un cartellone ricchissimo e si respira già il 2021





Sono 73 gli appuntamenti dedicati al Sommo Poeta; 30 gli ospiti di respiro nazionale; 25 gli spazi cittadini coinvolti, dal Palazzo Rasponi alle Carceri. Ravenna gonfia l’orgoglio dantesco e si prepara per il 7° centenario


È stata presentata questa mattina, alla presenza delle autorità cittadine (l’assessore alla cultura Elsa Signorino; Lanfranco Gualtieri, presidente dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna; Maria Grazia Marini, direttrice del Mar; Claudia Giuliani, direttrice della Biblioteca Classense) e dei suoi protagonisti, la nuova edizione del Settembre Dantesco, pacchetto d’eventi che si allargherà fino a novembre inoltrato.

“È la città che rende omaggio al Poeta”, ha commentato l’assessore alla cultura Elsa Signorino. “Secondo una già invalsa prassi virtuosa, questo ricchissimo programma è stato realizzato a più mani: dal Comune all’Istituzione Classense, dall’Opera di Dante a Ravennantica, dalla Biblioteca Oriani alla Cassa di Risparmio, e molti altri ancora. Ci sono in questa edizione anche nuovi ospiti, come lo spazio Bonobolabo e Terre di Dante” ha continuato.

“Rispetto all’edizione precedente, quest’anno il Settembre Dantesco durerà 41 giorni, ovvero circa due mesi e mezzo,” ha sottolineato l’assessore. Un Settembre dantesco gonfiato, dunque, e con importanti elementi di novità. “Questo incremento fa già respirare l’aria del 7° centenario: c’è in città un fiorire di progetti e di idee coi quali saremo chiamati a confrontarci nell’ambito di questo percorso, già nei prossimi mesi. Un’occasione ghiotta per fare il punto della situazione sarà il 30 settembre prossimo, quando riceveremo la visita del ministro Franceschini per la consegna del Laureo Dantesco.”

“Avremo modo di confrontarci direttamente col ministro per capire come affrontare al meglio la sfida dell’importante anniversario; come è noto, sono già depositate in Parlamento delle proposte di legge speciali per il 2021. È essenziale che un aiuto ci arrivi anche direttamente dallo Stato Italiano: Ravenna sarà il centro di questo anniversario, ma con spirito di apertura e di relazione con le altre città dantesche italiane”, ha concluso l’assessore.

“Ravenna deve essere la prima donna del 2021”, è stato il contrappunto scherzoso di Lanfranco Gualtieri.

Gli eventi


Difficile, in realtà, rendere conto di tutti i progetti che ribollono in questa pentola. Si va dagli incontri scientifico-critici curati dalla Classense (Letture Classensi (si veda il programma allegato) a Dante 2021, rassegna culturale e divulgativa diretta da Domenico De Martino (anche in questo caso si veda il programma allegato); da OltreDante, progetto di lettura corale della Commedia (a cui, pare, parteciperà anche il sindaco) alle novità firmate Bonobolabo (una mostra, IdDante a cura di Maria Vittoria Baravelli che si concentrerà sul volto di Dante e che terrà assieme linguaggi artistici diversi, dal fumetto alla street art, e un graffito del famoso artista brasiliano Kobra dedicato al Sommo su un muro, ancora misterioso, del Centro Storico, a due passi dalla Tomba… Si attendono già le prime critiche).

E ancora, il progetto del Centro Relazioni Culturali dedicato alla Commedia nel Mondo, presenterà le nuove traduzioni della Commedia, in urdu e in lingua dei segni; i registi Sideri e Battaglia, il 24 settembre, presenteranno uno spettacolo teatrale frutto di un laboratorio condotto assieme ai detenuti e ai ragazzi del Liceo Classico; il fotografo Corelli presenterà una mostra al Palazzo Rasponi coniugando Dante ed ecologia; e, certamente, anche quest’anno non mancherà la tradizionale Cerimonia dell’Olio, domenica 11 settembre (si rimanda al programma allegato).

Un calendario sicuramente ricco e goloso, ma che forse, proprio per questo, è parso abbastanza disomogeneo, come sembra aver registrato, velatamente, Domenico De Martino: “Sono davvero contento di trovarmi in una situazione così ricca e dinamica, così come sono soddisfatto del respiro strategico dell’intervento dell’assessore: si tratta di stimoli a migliorarci e coordinarci ancora meglio per il futuro. Stimoli per produrre novità e per misurarsi con ciò che verrà da fuori, sia nelle collaborazione sia nelle inevitabili concorrenze che porterà questo grande evento.”

De Martino ha quindi parlato della particolarità del festival di cui è curatore: “Coniugare ricerca e divulgazione è difficile. La scommessa è quella di fare arrivare la ricerca più avanzata al pubblico più largo, cercando di condurre un discorso e un ragionamento culturale con serietà e passione; senza puntare sulle star e sui grandi eventi, come ha detto il maestro Muti in una recente occasione”.

Parole, sia detto solo per inciso, che contrastano singolarmente con il programma dantesco che, durante la recente campagna elettorale, per l’anniversario di Dante 2021 aveva paventato la possibilità di passare in rassegna grandi ospiti, la crema di artisti di fama mondiale.

“Vorrei, senza piaggeria, ricordare l’importanza di Ravenna” ha concluso De Martino. “Non è da tutti avere il respiro di Dante accanto, se mi si permette questa metafora. Perfino io, che sono un bieco realista, risento di questo fascino.”

A cura di I.G.

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