Nella Consulta di Lugo Nord – Ascensione il confronto è difficile

Riceviamo da Roberto Drei e pubblichiamo


Per la seconda volta, nel giro di due mesi, la Consulta di Lugo Nord si è riunita alla presenza dei soli consiglieri del Pd (e neppure tutti), assenti i consiglieri dei gruppi di minoranza (Per la buona Politica, M5S e Forza Italia).


Assenze, è bene precisarlo, non dovute a ferie od altro, ma decise come forma di protesta nei confronti del metodo seguito dal Presidente della Consulta che convoca le riunioni senza concordarne la data con i consiglieri e senza dichiarare nulle le riunioni, quando non vi è il numero legale neppure in seconda convocazione.

A titolo di informazione, nella Consulta di Lugo Nord il PD dispone di sei consiglieri su undici e sarebbe in grado, da solo, di garantire la validità di ogni riunione convocata.

L’articolo 8 del regolamento delle Consulte di Decentramento, tutt’ora vigente, stabilisce che: “La riunione del Comitato di Consulta è convocata dal Presidente per mezzo dell’ufficio preposto e in forma scritta almeno cinque giorni prima della riunione”.

Peraltro nella ultima riunione della Consulta, quella svoltasi lunedì 29 agosto, quel termine di “almeno cinque giorni prima” non è stato rispettato.

Di qui la protesta dei consiglieri di minoranza della Consulta che con la loro assenza hanno voluto stigmatizzare una conduzione poco collegiale della Consulta e dei suoi lavori.

Vi sono poi altri aspetti sui quali è utile soffermarsi.

Per la riunione del 26 luglio si può leggere il verbale della stessa che recita: “Convocazione informale del Consiglio di Circoscrizione (per mancanza del numero legale)”.

Cosa significa convocazione informale?

La convocazione è, di norma, formale, non è un invito a ritrovarsi al bar e, caso mai, il Presidente, preso atto che mancava il numero legale anche in seconda convocazione (erano presenti solo tre consiglieri del PD su sei), avrebbe dovuto dichiararne la sua nullità!

Ma poiché erano presenti ben due assessori e la comandante del Corpo della Polizia Municipale, sarebbe stato antipatico dovere dire loro di andarsene a casa, confermando, peraltro, che il PD pure detenendo da solo la maggioranza dei consiglieri, non era stato in grado di garantire la validità della riunione.

Ma anche nell’ultima riunione, quella del 29 agosto, le cose non sono andate bene. Sì perché oltre ad essere stata convocata non rispettando i termini regolamentari, la riunione aveva all’ordine del giorno la discussione sui lavori del Canale dei Mulini, iniziati, guarda caso, lunedì mattina 29 agosto.

Dunque lunedì sera si doveva discutere di qualcosa già deciso da tempo ed a lavori già iniziati. Incredibile ed inaccettabile!

Se questo è il nuovo modo con cui il PD ha dichiarato, più volte in Consiglio comunale, di volere valorizzare il lavoro delle Consulte nell’interesse dei cittadini residenti nel nostro Comune, c’è da stare poco allegri!

Nelle Consulte di decentramento si dovrebbe cercare di favorire al massimo la partecipazione, l’esame e la discussione dei problemi e delle criticità segnalate, favorendo la collaborazione fra i cittadini e gli amministratori.

Purtroppo anche nelle Consulte, tutte con presidenti e vice presidenti nominati dal PD, ad eccezione di quella del Centro storico, prevale la logica del partito di maggioranza, ovvero del PD.

Al di là delle parole spese in una precedente riunione sul tema dei lavori da effettuare sul Canale dei Mulini (come intervenire, quanti alberi tagliare, ecc. ecc.), l’assessore ai lavori pubblici ha ricordato, a quanti se ne fossero dimenticati, che chi comanda decide e che l’informazione preventiva ai residenti, è un optional.

Chi governa ha la responsabilità di assumere le decisioni e ne conveniamo, ma anche di discuterne, per tempo, con coloro che rappresentano i cittadini che non hanno votato per Davide Ranalli.

Se così non fosse potremmo chiudere il Consiglio Comunale, cassare le Commissioni e le Consulte di decentramento ed andarcene tutti per i fatti nostri, risparmiando tempo ed evitandoci qualche mal di fegato di troppo.

Ma non è così che funzionano gli istituti democratici ed è il caso che qualcuno cominci a rendersene conto, anche perché noi saremo sempre lì a chiedere il rispetto delle regole democratiche, ogni qualvolta queste saranno eluse.

Roberto Drei
Consigliere del Gruppo Per la buona Politica

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