Sanità Faenza si cambia

Servono garanzie sul versante della sicurezza
Di Gianfranco Spadoni



La delicata questione del punto nascita all’ ospedale di Faenza, proprio alla luce di un protocollo esistente dell’Azienda Usl con il quale si stabilisce che i parti cesarei o indotti non possono essere più praticati presso il citato nosocomio, nonostante le dichiarazioni dell’assessore regionale, continua a creare qualche perplessità.


Se i motivi dell’ipotetico trasferimento delle partorienti, infatti, erano giustificati dalla sostanziale inidoneità delle strutture e dei servizi di emergenza dell’ ospedale manfredo, le assicurazioni del numero uno della sanità regionale dovrebbero essere più chiare e soprattutto rassicuranti. 


In caso contrario ne prendiamo atto e ancora una volta ci permettiamo di evidenziare che la nostra richiesta di ottimare l’ utilizzo dell’ospedale faentino senza spostamenti, rappresenta la strada più giusta da seguire. 


Ma prima d’ogni altra considerazione occorrono certezze sulle condizioni e sui requisiti di sicurezza per la madre e per i neonati, da cui poi discendono poi tutte le altre scelte conseguenti.

Si cambia, dunque, e siamo molto soddisfatti, ma attendiamo impegni precisi riguardo alla mera questione della sicurezza negli ospedali di Faenza e di Lugo, dopodiché possiamo esprimere un giudizio positivo sul merito.

Resta poi confermata, a mio parere, la questione del metodo che ha palesemente registrato l’assenza di confronto e di dialogo fra management aziendale e i sindaci dei territori. Per questo è fuori dubbio, peraltro, come la Conferenza sanitaria territoriale debba riappropriarsi della sua peculiare funzione e non delegare,come spesso avviene.

Gianfranco Spadoni
Consigliere “Civici” Provincia Ravenna

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