Ti racconto il cammino a Compostela

Di Giovanni Fontanieri e la sua Famiglia 

Tutto è iniziato nell’estate del 2007 quando facemmo una vacanza in camper in Spagna e casualmente, una mattina, ci parcheggiammo col camper per far colazione in un viale della prima periferia di Pamplona e iniziammo a notare, attraverso la finestra, queste persone che con lo zaino in spalla camminavano lungo il marciapiede, improvvisamente e all’unisono io e mia moglie esclamammo “ma qui siamo sul cammino di Santiago”.

Fino ad allora conoscevamo appena questo “cammino” e di cosa si trattasse ma il viverlo così da vicino, come dire “toccare con mano” il passaggio dei pellegrini fu sicuramente per noi una bella emozione, e da allora ci capitò spesso di parlarne e ribadire che prima o poi lo avremmo fatto, ma tutto questo facente parte di quei sogni e programmi che un po tutti noi facciamo

Poi arrivò facebook e abbiamo iniziato, soprattutto mia moglie, a curiosare nei vari gruppi, e ce ne sono tantissimi, che parlano del cammino di Santiago e soprattutto vi sono registrate persone che hanno pubblicato nel tempo la loro esperienza dopo aver fatto questo pellegrinaggio, con tanto di foto correlate

Tutto questo negli ultimi anni ha contribuito ad accentuare sempre più in noi il desiderio di compiere questa impresa, rimandandola spontaneamente proprio perchè vedevamo la difficoltà maggiore nel riuscire a permetterci una così lunga assenza dal lavoro…l’anno scorso però è successo un fatto particolare, mia moglie ha letto il libro “Un milioneottocentomila passi” scritto da Elisabetta Orlandi, una ragazza madre che ha percorso tutto il cammino assieme al suo bimbo di otto anni, e leggere l’esperienza fantastica di questa donna ha scatenato in mia moglie sia le emozioni e le sensazioni più belle e genuine che possano esistere ma soprattutto ha fatto scattare la molla finale ossia “basta! facciamo il cammino di Santiago di Compostela!”

Lo scoglio maggiore è stato sicuramente quello di riuscire ad “attaccare” un periodo di circa 50 giorni di ferie ma non ci siamo assolutamente persi d’animo; mia moglie ne ha parlato coi suoi datori di lavoro i quali sono stati molto comprensivi e le hanno permesso di fare un mese di aspettativa, mentre io sono riuscito ad accumulare giorni di ferie dell’anno precedente…per ultimo, durante l’inverno, abbiamo organizzato il viaggio e abbiamo “preparato” Michele a questa grande esperienza.

Sicuramente l’attività più determinante e significativa è stata leggergli, ogni sera prima di addormentarsi, qualche pagina del libro di Elisabetta Orlandi

E finalmente è arrivato il 1° di luglio e ricordo bene che quella mattina ci siamo svegliati tutti e tre col cuore che andava a mille, poi gli zaini già pronti, poi Bologna, l’aereo, Bordeaux, incontri con altri pellegrini, il treno, un altro trenino, e finalmente l’arrivo a Saint Jean Pied de Port ai piedi del versante francese dei Pirenei Occidentali e da dove parte il cammino francese per Santiago di Compostela, sicuramente quello più conosciuto e più battuto tra tutti i vari pellegrinaggi che confluiscono a Santiago…e dopo un benvenuto fantastico all’ufficio dell’accoglienza del pellegrino… e dopo la prima notte in albergue (ostello)….

Alle prime ore del giorno dopo siamo finalmente partiti… a piedi…. noi tre e i nostri zaini…….fin dai primi giorni… coi Pirenei… Roncisvalle… Pamplona… la Navarra… abbiamo subito capito che stavamo compiendo un’impresa straordinaria… attraversavamo un territorio stupendo… con paesaggi mozzafiato.. e incontri con altri pellegrini… tutte persone straordinarie

Mantenendo con tanti di loro i contatti.. come Andree e Maria, una coppia statunitense che al termine del cammino si sarebbe sposata nella cattedrale di Santiago… o Pablo della Colombia… Cristo di Washington ma di origini venezuelane… Lara di Madrid che vive da tre anni a Dublino… poi Takashi di Tokio… Anna, polacca.. e tantissimi italiani coi quali abbiamo condiviso momenti straordinari del cammino… …

Ma ciò che contribuisce a rendere il cammino di Santiago un qualcosa di unico e straordinario sono i momenti comunitari… ossia tutti quei momenti in cui condividi la tua giornata, o parti di essa, con gli altri…. a partire dal dormire negli ostelli nei letti a castello e con altri pellegrini… fino alle cene, colazioni, momenti di preghiera o anche di semplice conoscenza tutti assieme presentandosi e parlando un po di se ciascuno nella propria lingua… e al di la che ci si capisse o meno… parlavano gli occhi e il sorriso.. …

E il cammino è proseguito con le Mesetas… queste distese infinite a perdita d’occhio di grano maturo e verdi colline… poi le città più grandi con le loro cattedrali… da Pamplona a Logrono.. da Burgos a Leon… e abbiamo attraversato regioni fantastiche come la Castiglia.. la Galizia… e ad ogni tappa le emozioni si susseguivano e aumentavano dentro di noi…. i panorami.. gli incontri e la conoscenza di altri pellegrini… i momenti comunitari…. ed ogni istante che abbiam vissuto ci ha lasciato qualcosa… ….

Quando ti trovi a percorrere questo cammino… in luoghi così panoramici e stupendi per quanto riguarda la natura e il paesaggio che attraversi… ti rendi conto di quanto siamo piccoli in questo universo…. ma poi incontri realtà che al confronto ti fanno sentire ancora più piccolo… come l’incontro con Michela della provincia di Pesaro, che faceva il cammino coi suoi figli, Cristiano di 11 anni….. e Marco di 13.. sulla sedia a rotelle…

Ecco si…. li senti il tuo cuore stringersi… e respiri la grandezza e la forza di questa donna…….e finalmente… dopo 41 giorni di cammino… siamo arrivati davanti alla cattedrale di Santiago

Qui mi fermo perchè non ho le parole o i termini per descrivervi ciò che si prova…. un’emozione veramente indescrivibile……dopo aver mostrato le nostre credenziali (il documento di viaggio ove ad ogni tappa abbiam fatto mettere il timbro, il sello, che attestasse il nostro passaggio) alla casa del pellegrino.. abbiam ritirato ciascuno la nostra compostela…

Già li abbiam sentito una punta di tristezza proprio perchè il cammino era… terminato… e con esso le emozioni che avevamo vissuto…….

Ma il giorno dopo altre emozioni… riuscire ad assistere in cattedrale al matrimonio di Maria e Andree… e poi ancora emozioni…. in autobus fino a Finisterre (88 km da Santiago)… sull’oceano…. al famoso km zero… al faro…. poi ancora in autobus a Muxia…. sempre sull’oceano… fino agli scogli del capo… dove hanno girato la scena finale di “The Way”, il film sul cammino interpretato dal Martin Shin………

E poi… e poi…. e poi l’avventura è terminata… e sabato sera 20 agosto abbiam preso l’aereo per Roma…. e mentre nel buio della notte vedevamo le luci di Santiago allontanarsi sotto di noi…. li abbiam veramente capito di essere una famiglia fortunata…. perchè eravamo riusciti a realizzare un sogno….


Giovanni Fontanieri 

Su inizativa del vostro giornale, Fontanieri racconterà la sua esperienza sabato 15 ottobre, alle ore 20,30, nella sala convegni della Fondazione Cassa di Risparmio Banca del Monte di Lugo di Via manfredi 10.

Il direttore

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