Il Fuoco di Sant’Antonio

il medico risponde 
Dott. Virgilio Ricci

Nelle ultime settimane sono venute alla mia attenzione due signore a breve distanza l’una dall’altra, per la persistenza di dolore a seguito di Fuoco di Sant Antonio, il cui esordio risaliva a un paio di mesi prima.

Durante la visita mi chiedevano in cosa consisteva la malattia che le affliggeva e quale percorso dovevano aspettarsi. 

Al termine del colloquio suggerivano di rendere noto ciò che avevo spiegato .
Il nome scientifico del fuoco di S Antonio è Herpes Zoster. 

E’ una riattivazione del virus della varicella, che rimane latente nei gangli prossimi al midollo spinale e poi scatenato da un evento improvviso , stress fisico , psichico o anche atmosferico.

E’ più frequente nelle persone immuno depresse , negli anziani ,nel sesso femminile e nella razza bianca.

L’ esordio è quello di una malattia acuta della pelle , confinata sempre da un solo lato del corpo e che è limitata a un massimo di due- tre segmenti corporei.

Si manifesta inizialmente come una orticaria , preceduta da alcuni giorni di malessere generale e febbre.

In poco tempo la reazione cutanea si aggrava, il dolore è sempre più intenso per la infiammazione del nervo. 

Sulla pelle compaiono vescicole, dapprima sierose e poi ematiche (attenzione , sono contagiose) che si trasformano in croste per poi scomparire . tutto questo avviene in un paio di settimane.

La malattia tende ad andare incontro a guarigione , ma bisogna essere molto prudenti e non sottovalutare la sintomatologia perchè le complicanze sono frequenti .particolare attenzione meritano le forme che interessano il volto , per il possibile coinvolgimento a carico di vista e udito.

Rarissima è poi la diffusione alla strutture meningee , con possibilita’di meningite. 

Non esitare quindi a coinvolgere il medico di famiglia, che saprà dare i giusti consigli e ,eventualmente, indirizzare a Centri Specialistici.

La terapia in questa fase acuta si basa su anti virali sistemici , applicazioni topiche di aspirina diluita in etere ,eventualmente agopuntura e farmaci omotossicologici. 

In alcuni casi, nonostate una corretta terapia, la malattia si cronicizza.

In questi casi si parla di nevralgia post herpetica e,se interessa, può essere argomento di una nuova puntata.

Virgilio Ricci

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