Settimana della mobilità

Riceviamo e pubblichiamo

Di Gianfranco Spadoni



La settimana europea della mobilità non può essere solo un’occasione per fare passerella mediante iniziative effimere e di facciata, ma dovrebbe rappresentare, invece, un utile momento per gli amministratori pubblici per metter a punto idee e strategie finalizzate a decongestionare il traffico e migliorare il sistema di mobilità pubblica.


Ancora troppe le criticità ambientali specie quelle imputabili all’inquinamento e alla congestione del trafficourbano. Bastano pochi esempi tratti dal Piano Clima 2007-2020 approvato dalla Provincia di Ravenna nel 2013 con lo scopo di promuovere le cosiddette ‘buone pratiche’ per prendere atto di una situazione sostanzialmente ferma e molto preoccupante. 


Il parco mezzi del trasporto pubblico locale è costituito da 202 mezzi, di cui solo 52 alimentati a metano e il resto sono ancora a gasolio, inoltre il trasporto privato rappresenta il 73,6% con spostamenti casa-lavoro mediante auto privata con più del 78,2% e per lo più con una sola persona a bordo. Tra l’altro il movimento in arrivo nella nostra provincia per motivi di studio e lavoro, con utilizzo di mezzi pubblici nel 1991 era 18,738, e nel 2001 è sceso a 12,618 con una variazione negativa di meno 32,7%.

Dimostrazione palese di come occorra agire pressantemente per renderlo più appetibile. Addirittura i movimenti in partenza con auto privata assommano a oltre il 40% e va annotato, al riguardo, come il settore trasporti abbia un grosso peso per quanto riguarda le emissioni di PM10 con percentuali elevatissime.

La qualità dell’aria migliorata sotto l’aspetto della presenza di monossido di carbonio e biossido di zolfo, presenta altre criticità molto serie, come, ad esempio, inquinanti quali il particolato PM10 e PM2.5, ozono, e biossido di azoto. Tra l’altro il PM10 nel corso del 2011 ha registrato un forte aumento delle concentrazioni, dato purtroppo confermato per tutti gli anni a seguire.

Alla luce di questi semplici dati, dunque, le giornate ecologiche e altre manifestazioni del genere corrono il rischio di assumere una funzione di mero folklore con ricadute poco incisive sul versante ambientale.

Gianfranco Spadoni
Consigliere “civici” per la Provincia

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