Autorità portuale

Inconcepibile il ritrardo sulla nomina del presidente
Di Gianfranco Spadoni



Quando si vuole fare della facile ironia, si ricorda la Democrazia cristiana soprattutto per il suo manuale della lottizzazione che prese il nome dal deputato dello scudo crociato Massimiliano Cencelli che lo inventò.


Ma a parte questa citazione, molte cose funzionavano al meglio e non si lasciava spazio a ingiustificati ritardi come nel caso della nomina del nuovo presidente dell’ Autorità portuale ravennate. Proprio su tale argomento è difficile o allo stesso tempo troppo facile comprendere i motivi che impediscono al ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Graziano Delrio di procedere celermente, ma certo questo grave e immotivato ritardo appare come una sorta di inopportuna vacatio non certamente giovevoleall’attività complessiva del nostro scalo.


Probabilmente il superdinamismo e l’efficienza governativa trovano difficoltà a dipanare una matassa piena di pressioni, e sollecitazioni nella ricerca di mantenere equilibri nella distribuzione delle poltrone al punto di mettere addirittura in crisi anche il citato manuale Cencelli! Evidente, inoltre, come via sia una corresponsabilità anche degli enti locali con la loro palese debolezza.

Nel merito della questione, tra l’altro, stiamo dimenticando come il protrarsi di questa situazione porti al forte rischio di un rallentamento dell’operatività dell’ autorità portuale a discapito della competitività e della normale attività operativa del comparto. Nulla da eccepire sull’impegno e sulla serietà dimostrata in questo periodo di reggenza da parte del comandante della capitaneria Giuseppe Meli, tuttavia lo sviluppo dello scalo ravennate richiede da molto tempo un nuovo insediamento definitivo per affrontare una programmazione celere e di prospettiva.

Ancora una volta è bene ricordare come il porto ravennate, o meglio quello della nostra regione, rappresenti un importante veicolo per lo sviluppo della città in grado di produrre un concreto contributo in termini di gettito fiscale per il territorio e per l’intero comparto composto da armatori, spedizionieri, agenzie, imprese eindotto in genere.


Oltre a possibili strategie di largo respiro, è fondamentale prima di ogni altra cosa l’approfondimento dei fondali cui è collegata una serie d’interventi di adeguamento di opere in grado di garantire al porto di consolidare l’attività dei terminalisti e soprattutto di intercettare nuovi traffici grazie alla sua posizione strategica e di facile navigabilità. Tutto questo potrebbe essere compromesso e ulteriormente ritardato con grave pregiudizio per l’economia generale riguardo al procrastinarsi dei tempi di realizzo delle opere fondamentali.

La nomina, dunque, è in forte ritardo. In teoria dovrebbero essere accantonati i giochini e le operazioni occulte e partitocratiche in mano alla politica, tuttavia stando ai risultati sul piano del metodo viene da pensare al concetto gattopardismo “ tutto deve cambiare perché tutto resti come prima ”.

Gianfranco Spadoni
Consigliere “ Civici” della Provincia di Ravenna

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