I nonni di Matteo Renzi

Il 2 ottobre era la Festa dei Nonni 


“I nonni la colonna portante del nostro Paese. 

Spesso mi hanno accusato di atteggiamento discutibile perché ho utilizzato l’espressione “rottamare”, ma il riferimento non è mai stato generazionale. 

Rottamare significava (e significa, perché non è mica finita qui) cambiare una classe politica – e un bel pezzo del gruppo dirigente anche oltre la politica – che ha avuto più volte l’occasione di cambiare l’Italia e non lo ha fatto, per paura o per pigrizia. 

I nonni, intanto, hanno ricostruito il Paese dopo la guerra, hanno fatto da ammortizzatore sociale a figli e nipoti durante la crisi, hanno aiutato la comunità nazionale a coniugare la tradizione con il bisogno di futuro. 

Con un amico abbiamo pensato a un’idea, che potrebbe anche diventare un’iniziativa di governo. 

Sarebbe bello che i ragazzi più giovani, la nuova generazione digitale, utilizzassero un telefonino o un ipad per intervistare i propri nonni. Per farsi raccontare le loro storie. I loro sogni. 

Come era la loro vita, quali sono i loro sogni e le loro preoccupazioni oggi. 

Sarebbe bello che l’Italia costruisse una memoria digitale di un mondo che non c’è più, ma che è il mondo che ci ha ricostruito come Paese, protetto come Stato, salvato come comunità. 

Senza nessun riferimento di partito, senza alcuna connotazione ideologica: solo una grande opera di salvataggio della memoria. 

Salvare il file dei loro racconti, dei loro pensieri, del mondo in cui hanno vissuto e di come vorrebbero il nostro domani. 

Curioso di leggere i vostri pensieri in merito: matteo@governo.it”

Matteo Renzi

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