Il Trovatore di Verdi in scena al teatro Rossini di Lugo

Lo spettacolo è in programma domenica 9 ottobre. Le prenotazioni sono già aperte



“Il trovatore” di Giuseppe Verdi arriva al teatro Rossini di Lugo. L’appuntamento è fissato per domenica 9 ottobre alle 17. Si tratta di un dramma lirico in quattro atti che insieme a “Rigoletto”e a “La Traviata” fa parte della cosiddetta “Trilogia popolare”.



Saliranno sul palco lughese: Renzo Zulian (Manrico), Raffaella Battistini (Leonora), Claudia De Pian (Azucena), Giuseppe Altomare (il conte di Luna), F. Ellero D’Artegna (Ferrando), Alessandra Vicinelli (Ines), Paolo Gabellini (Ruiz), Enrico Libanori (zingaro), Angelo Lucifora (messo). In scena anche Eleonora Pandolfini e Giorgia Muratori del Centro Studi Danza Gambettola e i figuranti del Rione Madonna delle Stuoie.

Le musiche saranno affidate al coro lirico “S. Rocco” di Bologna, diretto da Marialuce Monari eall’orchestra “Cantieri d’Arte”, diretta da Stefano Giaroli. Le scene sono curate da Antonio Lenzi.II responsabile allestimento e luci è Giorgio Lorenzetto mentre i costumi sono di Maria Teresa Nanni e Norina Bandini. La regia è di Lorenzo Giossi.

Lo spettacolo è realizzato dal Circolo lirico “Giuseppe Verdi”, in collaborazione con la Fondazione Teatro Rossini e con il patrocinio del Comune di Lugo. Sponsor dell’evento:Liverani Fluid Transfer Technology, Cora – accessori auto, Cassa dei risparmi di Forlì e della Romagna, Distillerie Mazzari, CM movimentazione d’eccellenza, bulloneria Magnani, Bcc Credito cooperativo ravennate e imolese.

“Il Circolo lirico Giuseppe Verdi è nato 20 anni fa e conta oggi oltre 50 soci – ha ricordato il presidente Giovanni Nocenti -. L’Amministrazione comunale, nelle figure del sindaco Davide Ranalli e dell’assessora Anna Giulia Gallegati, crede molto in questo nostro progetto e ogni anno ci dà un forte impulso per portare sul palco il nostro annuale spettacolo. Percepiamo quindi l’importanza che l’opera lirica classica riveste per questa Amministrazione, e notiamo che sta crescendo l’interesse anche tra il pubblico più giovane”.

I prezzi. Platea, palco primo, secondo, terzo ordine: intero 40 euro, soci 35 euro. Palco terzo ordine laterale e quarto ordine centrale: intero 30 euro, soci 25 euro. Galleria 20 euro, loggione 15 euro.

Per prenotazioni è possibile contattare la biglietteria presso il Circolo lirico “Giuseppe Verdi” (in via Lumagni 30 a Lugo) al numero 339 4607132 (dal lunedì al venerdì).
LA TRAMA


Atto I. Ferrando narra la storia di una zingara, condannata per stregoneria, la cui figlia, per vendicarsi, aveva rapito uno dei due figli del conte e l’aveva bruciato. Quindi Leonora, narra a Ines il suo amore per uno sconosciuto cavaliere, che la visita tutte le notti con serenate di liuto. Compare il conte di Luna, figlio del conte al quale era stato rapito il bambino; ama Leonora e sfida il rivale a svelare la sua identità; questi dichiara di essere Manrico. I due si allontanano per battersi a duello.

Atto II. In Biscaglia alcuni zingari mentre lavorano cantano battendo i martelli sulle incudini. Azucena narra a Manrico che una zingara, accusata di stregoneria, le aveva chiesto di vendicarla. Azucena aveva rapito un bambino, figlio del conte di Luna, ma, turbata, aveva gettato nel fuoco il proprio figlioletto. Manrico è sorpreso, ma Azucena lo rassicura. Gli chiede però per quale motivo non aveva ucciso il conte quando ne aveva avuto l’occasione. Manrico non sa dare una risposta. Forse una misteriosa voce dal cielo gli ha fermato la mano. Azucena gli impone allora di non avere pietà nel caso si presentasse occasione. Un messo porta la notizia che Leonora, credendo morto Manrico, sta per prendere il velo. Manrico, senza ascoltare Azucena, si avventa sul conte di Luna, sventando così il rapimento di Leonora.

Atto III. Il conte di Luna assedia Castellor, difesa dalle truppe di Manrico; viene catturata una zingara, che Fernando riconosce come colei che aveva rapito il figlio del conte. Azucena invoca l’aiuto del figlio, il che rende ancor più feroce Luna. Intanto a Castellor Manrico e Leonora stanno per sposarsi quando Ruiz li avverte che Azucena sta per essere arsa sul rogo. Manrico, disperato, tenta di salvare la madre.

Atto IV. Leonora cerca Manrico che è prigioniero del castello. Ne sente la voce e invocando la morte, gli invia l’estremo saluto e vorrebbe scambiare con il conte il proprio corpo per ottenere la salvezza del suo amato. Manrico e Azucena in carcere sono raggiunti da Leonora che gli annuncia la libertà; ma quando Manrico conosce la verità, insulta il conte. Tuttavia si ravvede quando Leonora, nell’esortarlo alla fuga, gli confida d’essersi avvelenata. Il conte trova Leonora in punto di morte e ordina che Manrico sia ucciso. Azucena, morente, gli rivela che Manrico era suo fratello.

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