Unioncamere Emilia-Romagna dice no al divieto di transito settoriale

Riceviamo e pubblichiamo 


Presentata denuncia alla Commissione europea contro il divieto di transito settoriale per mezzi pesanti sull’autostrada della Valle dell’Inn. Il provvedimento crea concorrenza sleale e limita la libera circolazione di merci nell’UE, uno dei quattro principi fondamentali del mercato interno.


L’Unione Regionale delle Camere di commercio dell’Emilia-Romagna, insieme all’Unioncamere Veneto e alla Camera di commercio di Bolzano ha presentato denuncia presso il Segretariato Generale dell’Unione Europea contro il divieto di transito settoriale per mezzi pesanti sull’autostrada A12 della Valle dell’Inn in Austria, scendendo dal valico del Brennero.

Oggetto della denuncia, la violazione da parte della Repubblica Austriaca degli art. 34, 35 TFUE -Libera circolazione delle merci; dell’art. 56 TFUE – Libera Prestazione dei Servizi, nonché dell’art. 4 TUE – Leale collaborazione tra Stati membri e istituzioni Ue, nel settore del traffico transfrontaliero dei mezzi pesanti e dell’adozione di piani comuni per rispettare i canoni UE di qualità dell’aria.

Il provvedimento – si sostiene nella denuncia- crea concorrenza sleale e limita la libera circolazione di merci nell’Ue, uno dei quattro principi fondamentali del mercato interno dell’Unione Europea.

Il 1° novembre 2016 entrerà infatti in vigore sull’autostrada A12 della Valle dell’Inn il divieto di transito settoriale per mezzi pesanti superiori a 7,5 tonnellate. Saranno interessati tutti i mezzi che trasportano determinate merci, quali rifiuti, pietre, piastrelle o acciaio e che dovranno essere spostati su rotaia per ridurre l’inquinamento sull’autostrada.

Il divieto prevede inoltre ampie zone di eccezione per il traffico regionale e locale del Tirolo, “discriminando così le imprese di trasporto di altra provenienza”.

Scopo del divieto di transito settoriale sarebbe la riduzione dell’inquinamento ambientale sull’autostrada della Valle dell’Inn. Una perizia della Commissione europea di marzo 2016 precisa tuttavia che esisterebbero misure assai più efficaci e meno restrittive per migliorare la qualità dell’aria.

“Non sono le merci trasportate a causare l’inquinamento – precisano i ricorrenti – bensì i mezzi pesanti stessi”. Un rinnovo del parco macchine sarebbe molto più efficace di un divieto di transito.

“La libera circolazione di merci ha contribuito in misura determinante al benessere nell’UE ed è un fattore essenziale per lo sviluppo economico dell’Unione – sottolineano da Unioncamere Emilia-Romagna- Il divieto di transito settoriale non è una soluzione per l’arco alpino, bensì una misura che crea concorrenza sleale e che danneggia l’economia e i consumatori”.

La denuncia si è resa necessaria per tutelare gli interessi dell’economia e in particolare delle imprese del settore che si ritengono pesantemente danneggiate in seguito alle difficoltà di trasporto derivanti dal Regolamento n.43 del Governatore del Tirolo.

Si aprirebbe uno scenario difficile per le imprese dell’autotrasporto, che negli anni della crisi ha dovuto subire un forte ridimensionamento di mezzi, occupati e fatturati.

Questo è il terzo tentativo, dopo il 2003 e il 2008, di introdurre il divieto di transito. La Corte europea aveva già annullato nel 2011 i precedenti divieti: la sentenza fu motivata con il fatto che il divieto di transito settoriale sull’A12 rappresentava una limitazione del traffico di merci tra l’Europa settentrionale e l’Italia del Nord e che tale divieto aveva gli stessi effetti di una limitazione quantitativa e quindi della libera circolazione di merci all’interno dell’UE.

Ultime Notizie

Rubriche