Le conclusioni del Convegno al Mei sul Futuro del Liscio in Romagna

Esce la compilation “Cose di Romagna” con le nuove band della nuova generazione del liscio 2.0



Identita’, marketing territoriale, rinnovamento, mobilitazione culturale, studi approfonditi sul fenomeno e altri punti sono quelli emersi dal convegno sul Liscio tenutosi al Mei di Faenza dopo il boom de La Notte del Liscio, che ha moltiplicato l’interesse del pubblico, dei media e del Paese verso la nostra musica tradizionale rinnovata con gli artisti indipendenti, insieme alla Presidente dell’Apt Liviana Zanetti.



Intanto a testimonianza di questo fenomeno e di questo movimento esce la compilation on line “Cose di Romagna” : è la prima raccolta di brani ideata per dare spazio al giovane Liscio romagnolo indipendente pubblicata assieme alle colonne sonore della Notte Del Liscio. La crescente popolarità del Liscio anche tra le nuove generazioni trova espressione nei giovani gruppi che hanno aderito con entusiasmo all’iniziativa voluta da Giordano Sangiorgi, già patron del MEI e della Notte Del Liscio, che da subito si è rivelata un enorme successo con i numerosi click registrati nei giorni seguenti alla pubblicazione.

Dal Vangelo Secondo, ExtraLiscio, Mirko Casadei & Khorakhanè, Mr. Zombie Orchestra, Ochtopus, Orchestrina di Molto Agevole, Pneumatica Emiliano Romagnola, Quinzan, Scaricatori di Portico, Vertigo hanno aderito all’iniziativa, ascoltatela al link:

http://www.meiweb.it/cose-di-romagna/

E’ la musica che ha fatto ballare, divertire, innamorare generazioni. E’ il suono che ha trasformato la Riviera Romagnola in una infinita pista da ballo. Dove il suono dei valzer, delle polke, delle mazurke si intrecciava con le tradizioni, con la cultura contadina, con il piacere della festa, E’ il liscio, una storia che affonda le sue radici nella vita e nell’esperienza di un territorio che ha creato una vivace relazione tra passato e presente

Così, con la ‘Notte del Liscio’, e la data del 2016 lo ha dimostrato, anche la Riviera deve utilizzare le sue radici sonore, di gran lunga, tra l’altro più famose, quelle del liscio, appunto, per trasformare una cartolina folkorica in suono contemporaneo, in attrattiva turistica rivolta anche, finalmente, ai giovani.

In tempi di crisi del sistema discoteche, cosa c’è di meglio, allora, che riscoprire il piacere delle feste nelle aie, le atmosfere gioiose di polke, valzer e mazurke, così strettamente legate a un mondo contadino che non esiste più ma la cui presenza à molto vivida nell’immaginario di questa terra

Il liscio è diventato, nel tempo, il simbolo della via romagnola al piacere, generando poi il fenomeno della vita notturna della Riviera ed il successo delle sue discoteche, che sono la versione ‘contemporanea’ delle balere.

Adesso il liscio è in piena trasformazione e modernizzazione, senza diluire le proprie radici identitarie. Grazie a formazioni come Extraliscio, nella quale si incontrano il talento sperimentale di Mirco Mariani, che suona abitualmente con Vinicio Capossela e Marc Ribot, la voce di Mauro Ferrara, che viene dalla tradizione e il virtuosismo del fiatista Moreno il Biondo. Con loro (il disco d’esordio è uscito per Garrincha Dischi, l’etichetta del gruppo rock underground bolognese Lo Stato Sociale) il liscio sì fa amare dalle nuove generazioni, si arricchisce del ritmo metronomico delle batterie elettroniche

Così, se solo sino a pochi anni fa, parlare di liscio significava evocare una epopea da cartolina, fotografia di una civiltà contadina che si divertiva con semplicità nelle aie dopo una dura giornata di lavoro, adesso il fenomeno è tornato ad essere, come alle origini, davvero popolare. Lo dicono le cifre di una recente ricerca realizzata dal Mei, il Meeting delle Etichette Indipendenti di Faenza, uno dei promotori della Notte del Liscio. Il fatturato è di circa 20 milioni di euro, ci sono in Emilia Romagna almeno 100 orchestre professioniste, 30 scuole di ballo tradizionali, e, soprattutto, dato eclatante, oltre 1000 tra sagre e feste di paese nelle quali si balla con il suono reso immortale da Secondo Casadei (l’uomo che scrisse Romagna Mia) e poi dal nipote Raoul.

Nel frattempo, il liscio, ormai considerato a tutti gli effetti la nostra ‘world music’ più celebre nel mondo, ha sedotto anche la musica colta, arrivando sui palchi di festival di grande prestigio internazionale. Come il Ravenna Festival di Riccardo Muti, che, dopo una edizione interamente dedicata a questo ballo (con Moreno ‘Il Biondo’ che duettava con l’Orchestra Cherubini), nel 2016 ha presentato la formazione dei 100Cellos del Maestro Giovanni Sollima impegnata ad accompagnare, con le sue sontuose arie sinfoniche, proprio un corpo di danza liscio. Mentre i fiati di Moreno e di Fiorenzo Tassinari sottolineavano le loro coreografie. Mentre Vinicio Capossela, lo scorso il 26 agosto, all’interno del suo ‘Sponz Festival’ che organizza a Calitri, in Irpinia, ha organizzato una lunga festa del liscio con sei orchestre da ballo tradizionali ad allietare il suo pubblico sino all’alba. Più sano e più divertente di qualsiasi rave party.

Per punti

Grande occasione di ‘marketing territoriale’ e di promozione turistica specie all’estero rilanciando l’immagine della Romagna come ‘terra dell’edonismo’ Presenza nelle più significative fiere di settore internazionali

Necessità di rivolgersi a un pubblico giovane, che va conquistato attraverso operazioni come ‘Extraliscio’ con Mirco Mariani e Moreno Il Biondo, Mirko Casadei coi Khorakhanae’, o la Liscio Night nel Festival di Capossela e in altri simili.

Necessità di una nobilitazione culturale del liscio attraverso forme di collaborazione con festival prestigiosi

Affiancare alle operazioni dal vivo, occasioni di studio sulla tradizione musicale romagnola, con la creazione di una importante giornata di studi da realizzare in collaborazione con un Conservatorio.

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