Territorio e prevenzione

Riceviamo da Gianfranco Spadoni e pubblichiamo

La legge 56/2014 ha raggiunto lo scopo prefissato dal legislatore costituzionale del 2001, cioè quello di fornire un elenco di funzioni fondamentali in capo alle Province.

Nelle 24 voci delle tabelle di mappatura di queste funzioni, che rispecchiano l’articolazione in “missioni” e “programmi” del bilancio armonizzato, vi sono anche quelle riguardanti l’ Urbanistica e programmazione territoriale oltre alla difesa del suolo poiché lo spirito della legge stessa ha confermato alle Province la natura di enti a finalità generali pienamente titolari di alcune specifiche funzioni fondamentali di programmazione, coordinamento e gestione di politiche e servizi di area vasta.

Nel novero delle funzioni fondamentali, tra l’altro, il legislatore ha aggiunto un catalogo per molti aspetti ‘variabile e mobile’ in grado di offrire la possibilità di realizzare delle intese fra Province e Comuni. Intese capaci di agevolare un più intenso rapporto funzionale con i Comuni e in grado di favorire inedite forme di gestione coordinata o unitaria di funzioni e servizi pubblici che oggi sono frammentati tra i due livelli di governo dell’autonomia locale.

Entrando nel merito strettamente locale, il nostro territorio provinciale ricco di risorse naturalistiche e ambientali con chilometri di costa e corsi d’acqua naturali oltre ad ampie superfici collinari, ha necessità di vedere attuati protocolli e programmi specifici di prevenzione del rischio idrogeologico, oltre a progetti concreti di prevenzione del rischio sismico e interventi mirati per fronteggiare le frequenti emergenze dovute al maltempo. 


In buona sostanza occorre passare dalla logica emergenziale a una serie di piani strutturati di prevenzione dei rischi richiamati con il contributo di apposite mappe di pericolosità delle zone potenzialmente esposte ai fenomeni di eventi naturali costantemente aggiornate in base ai dati disponibili.

Di fronte alla fragilità strutturale di una buona parte della nostra provincia, occorre pensare a una nuova gestione del territorio anche in termini di moderazione dell’inarrestabile urbanizzazione, e allo stesso tempo, va ridefinita la pianificazione degli interventi operativi evitando dannosi rimpalli e sovrapposizioni fra i vari soggetti. 


In quest’ottica si chiede di affrontare la questione in termini generali, e in particolare quella del contrasto al dissesto idrogeologico e della prevenzione del rischio sismico, attraverso una precisa attività di programmazione e coordinamento dell’ente provincia con i vari comuni.

Gianfranco Spadoni
Consigliere “Civici” per la Provincia

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