Ricordiamo Tina Anselmi

Riceviamo e pubblichiamo


Assieme all’On Aldo Preda ho avuto modo di conoscere Tina Anselmi in più occasioni a Ravenna. al S.Teresa, alle Acli Circolo di S.Stefano e a numerosi convegni.


Il 25 aprile l994 venne a Ravenna nell’anniversario della Liberazione, nel suo discorso ad una piazza gremita disse:

“sono trascorsi 50 anni, il Paese è cambiato,è giusto quindi anche cambiare le leggi del Paese”, ma la Repubblica va salvaguardata nella sua unità perché alle soglie del duemila, in un ottica di Europa senza confini non vanno creati nuovi muri, ma anzi

“vanno abbattuti” quelli esistenti, per portare i paesi in Europa, perchè questo è il cammino della Pace.

Dopo il suo intervento ci siamo recati a S.Stefano presso la Parrocchia e il Circolo ACLI , ad attenderci c’era Don Serafino, Stefano Moschini e aclisti del Circolo.

Visitò la Parrocchia e i locali ACLI .

Ci lascio’ un messaggio forte di speranza,

una delegazione di aclisti di S.Stefano e del Circolo Acli Benigno Zaccagnini (On.Preda Aldo,Raspa Walter, Alfonso Calabrese, parteciperanno ai funerali,
venerdi 4 novembre nel Duomo di Castelfranco Veneto

Walter Raspa

ALCUNI SUOI MESSAGGI DI SPERANZA E DI IMPEGNO

Questi tre anni sono stati per me l’esperienza più sconvolgente della mia vita. Solo frugando nei segreti della P2 ho scoperto come il potere, quello che ci viene delegato dal popolo, possa essere ridotto a un’apparenza. La P2 si è impadronita delle istituzioni, ha fatto un colpo di Stato strisciante. Per più di dieci anni i servizi segreti sono stati gestiti da un potere occulto.

«Nessuna vittoria è irreversibile. Dopo aver vinto possiamo anche perdere, se viene meno la nostra vigilanza su quel che vive il Paese, su quel che c’è nelle istituzioni. Noi non possiamo abdicare, dobbiamo ogni giorno prenderci la nostra parte di responsabilità perchè solo così le vittorie che abbiamo avuto sono permanenti». Questo il messaggio di impegno politico e civile lanciato da Tina Anselmi, prima donna ministro in Italia, in un documentario che Rai Storia le ha dedicato per la serie Italiani .

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Ho conosciuto Tina Anselmi negli anni ‘80, in casa Zaccagnini a Ravenna.

Ricordo la sua disponibilità per gli incontri del Centro studi Donati e per i convegni su

Benigno Zaccagnini; è stata ospite più volte dell’Opera S. Teresa e della mensa del Card. Tonini, pronta a discutere animatamente, sempre attenta alle ragioni del suo interlocutore, ma mai appiattita nella società della convenienza.

Devo a Lei gratitudine per la disponibilità sempre dimostrata nei miei confronti: nel 1996 fu la prima firmataria per la mia candidatura al Senato della Repubblica, condivise la mia campagna elettorale, e mi fu preziosa nei consigli.

Quando veniva a Roma, non più parlamentare, era l’occasione per continuare a discutere di politica alla mensa della Camera o del Senato ed era bello parlare con Lei.

E’ stata una figura importante nella vita politica di questo nostro paese: parlamentare, ministro, presidente della Commissione di inchiesta sulla P2, ma è stata importante soprattutto per la sua attenzione alla società degli esclusi, per la moralizzazione dei partiti, cominciando dal suo, per le analisi, a volte spietate sulla società che si andava a costruire .

Poi il silenzio: il suo per motivi di salute, quello di tanti altri perché la Tina bisognava dimenticarla.

Ecco la Tina, una donna che ha operato nel grande territorio che viene prima della politica, quello dei valori, quei valori maturati nella resistenza e nella sua comunità parrocchiale e che ha saputo testimoniare nella sua attività politica, nel razionale rifiuto sia del clericalismo che del laicismo.

In uno degli ultimi incontri pubblici a Ravenna propose la necessità di una rinnovata sintesi culturale e di azione tra fede e valori umani, sicura che anche i credenti si sarebbero aperti alle novità di questa società.

Ci lascia un messaggio: “Basta una sola persona che ci governa ricattata o ricattabile, perché la democrazia sia a rischio…”.

Aldo Preda

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