Una Serata con Giorgia Benusiglio

Vuoi trasgredire? Non farti!

Di Armanda Capucci

Purtroppo, accade raramente, ma ci sono incontri che lasciano il segno. Così è accaduto con Giorgia Benusiglio che è stata invitata a raccontare la sua storia, “una storia vera e dura”, presso la Sala parrocchiale di S. Agata, a cura del Circolo Anspi.



Nella serata del 29 ottobre u.s. L’argomento verteva sulle nuove droghe, dunque di grande attualità ed interesse, come ha poi dimostrato il numeroso pubblico con i suoi interventi. Giorgia, nata a Milano nel 1982, è stata miracolosamente salvata nel 1999, con un trapianto di fegato dopo aver assunto una piccola quantità di ectasy. Ospite di trasmissioni televisive e radiofoniche, ha presentato la sua storia come spunto di riflessione, in particolare per i giovani. Infatti, dapprima con il padre, ed ora da sola, ha svolto e svolge tuttora, attività di prevenzione nelle scuole per dare ai giovanissimi le giuste informazioni sulla droga e sui pericoli che corrono.


Anche in questa serata ha fatto precedere il suo intervento da un commovente filmato che tratteggia i momenti più significativi della sua vita, da bambina felice , in una buona famiglia della borghesia milanese, con mamma. papà e una sorella, fino al fatidico 16 ottobre 1999; poi, la risalita e il desiderio di donarsi agli altri, come ragione di vita. “Una volta, che vuoi che sia, mica si muore per una mezza pasticca. Lo fanno tutti, ci provo anch’io. Che sarà mai…” Così ha pensato una notteGiorgia, appena diciassettenne, come molti altri, in una discoteca di Desenzano del Garda, in compagnia dei suoi amici.

E, invece, non per mezza pasticca, ma per un quarto, ha visto in faccia la morte e si è salvata per miracolo, molti altri, invece, non ce l’hanno fatta. “L’hanno presa per i capelli al Niguarda di Milano, perché Giorgia sarebbe morta in poche ore con il suo fegato ammazzato dalla droga. Han dovuto cambiarglielo il fegato e, per fortuna ne hanno trovato subito uno…” Purtroppo, racconta la ragazza, il fegato era di un’altra giovane come lei, morta di sabato notte in un incidente, un incidente per colpa di droga e alcol, “i veleni che torturano i fine settimana di tante, troppe famiglie”. La morte di Alessandra è la vita di Giorgia: lacrime di dolore per una vita spezzata, lacrime di gioia per quella ritrovata. “ Non c’è giorno, non c’è momento in cui io non pensi ad Alessandra, più forte della morte è l’amore”. 

Continua Giorgia. Ma, perché i giovani non pensino che, alla fine, tutto questo sia facile, aggiunge che l’intervento, durato 17 ore, le ha aperto “la via Crucis del dolore”, il ritorno sotto i ferri, mesi d’ospedale e tante altre complicazioni. Eppure, una donna così fragile fisicamente,nasconde una forza interiore ed una tenacia incredibili. E, questa è la sua salvezza.

Sono tante le domande che si poneva in quel letto d’ospedale: “Perché ci sono cascata? Eppure sapevo che la droga fa male. Perché nessuno mi ha messo in guardia? Perché si parla ancora di droghe leggere e di droghe pesanti? Perché in questo paese non si combatte sul serio la droga? Perché non si dice che la droga è morte? Perché un fiume di droga percorre l’Italia e nessuno fa niente?” Così, da quel letto d’ospedale matura la decisione, affinché non accada ad altri ciò che è accaduto a lei e, assieme al suo papà Mario deceduto di recente, si reca nelle scuole, elementari, medie e superiori a porgere la sua testimonianza: vanno di classe in classe a rispondere ai quesiti degli alunni e dei loro genitori.

Questo scendere in campo, per Giorgia vuol dire rinascere, non volersi arrendere alla droga “ a cui tutti ci siamo arresi, senza indignarci, senza scandalizzarci. La droga uccide!” Poi, aggiunge: “ Qualcuno obietterà: Vabbè, ma lei è stata sfigata, tanti prendono l’ectasy ed un sacco di altre porcherie e non muoiono.

Allora, chi si sente di dire che, in cambio di quelle 5 o 6 ore di sballo, di leggerezza, di onnipotenza che procura quella maledetta pastiglia, non morirà? E chi l’ha fabbricata quella pastiglia e con quali sostanze e per quante mani è passata? E’ come giocare la propria vita alla roulette, invece di viverla, mettendola al servizio degli altri e la si spreca con una leggerezza sconcertante. 

Dunque, anche in questa serata, Giorgia ha risposto a tutti i quesiti sulle droghe, non solo ectasy, ma anche eroina e cocaina ed altre sostanze che circolano in certi salotti “bene” ed insiste nel l’importanza di convincere tutti che tanti altri come lei, dopo il baratro, hanno visto la luce e sono certi che un’altra vita è possibile senza droga e senza droghe. L’importante, per loro, è non arrendersi e resistere. Questo è anche il contenuto del libro di Giorgia Benusiglio e Renzo Agasso: “Vuoi trasgredire? Non farti!”.

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