La poesia del martedi

Un regàl

A voi fè un regàl,
on a te , che t ‘ at
‘ ci
indurmèint apugiè a cla vidrèina , sotta a un carton ,
dop che tu moi la t
‘ ha
lasè e t ‘è pers e lavor e la dignitè .
On a chi autèsta ch
‘ i
guideva e camion , so a e sang innuzèint ,
cantènd na canzòn
strana
<Allàh acbar ….Allàh acbar …> ,
un regàl a chi zuvan
,
cun e zarvèl in ……fomm ,
ch’ i ‘ ha mazè i su
genitori par gnint , o par tott ,
un regàl specièl a
chi
babèin , ch’ i vèn fura da e mèr , tnendas par ma ,
e i s’ infila versa
e
Paradis ,guardendas d’ atoran , c’ un i ‘ occ smarì
par avdee se su mè
l’ è
, davanti a la fila , o d ‘ adri .
A tott , a voi
regalè un
suris , parchè al lègrim … a gliò finidi .

Ivan Rastelli
Un regalo

Voglio fare un regalo ,
uno a te , che ti
sei
addormentato appoggiato a quella vetrina , sotto a un cartone
,
dopo che tua moglie
ti ha
lasciato e hai perso il lavoro e la dignità ,
uno a quegli autisti
che
guidavano il camion , sul sangue innocente ,
cantando una canzone
strana <Allah acbar …. Allah acbar …> ,
un regalo a quei
giovani
,con il cervello in ….fumo ,
che hanno ucciso i
loro
genitori per niente , o per tutto ,
un regalo speciale a
quei
bambini , che escono dal mare , tenendosi per mano ,
e s ‘ infilano ,
verso il
Paradiso , guardandosi attorno , con occhi smarriti ,
per vedere se la
mamma è , davanti alla fila , o dietro .
A tutti , voglio
regalare
un sorriso , perchè le lacrime …. le ho finite.

Ivan Rastelli

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