venerdì 2 marzo 2018

Voto PD, ma non lo dico perché ho paura degli insulti


Riceviamo da Matteo Renzi e pubblichiamo


Ultime iniziative prima del voto del 4 Marzo nell'Italia piena di neve. 

Intanto complimenti a quei sindaci che stanno gestendo bene l'emergenza a cominciare dal mio amico Dario Nardella a Firenze.

Vorrei dire grazie ai tantissimi volontari che stanno facendo gazebo ovunque nonostante il clima. E dire grazie a chi sta andando casa per casa a parlare con in mano il volantino rosso e bianco delle cose fatte, delle cose da fare. 

I segnali di queste ore sono univoci: tantissimi indecisi, se avvicinati e coinvolti, si dichiarano pronti a votare il PD. Esporsi non è facile, lo sappiamo. Un fiume di insulti organizzati si scatena sui social se qualcuno dice che vota PD. Molti ci chiamano e ci dicono: voto PD, ma non lo dico perché ho paura degli insulti su Facebook. Pensate a quale assurdità siamo arrivati. È purtroppo figlio di una cultura dell'odio e del rancore, che una folle strategia web ha sdoganato e che la violenza verbale di certe piazze (presentate sempre come piene di gente, ma questa la piazza di Rignano per Di Battista ieri) contribuisce a rilanciare.

Per gli addetti ai lavori, qui c'è il quarto report sulle Fake News. Chi di voi ha seguito questo ottimo lavoro fatto dai nostri ragazzi si renderà conto di quanto grave sia la dimensione del problema.

Però noi non caschiamoci, noi non siamo come gli altri. Noi non rispondiamo con gli insulti e con l'odio.

È facile fare una campagna elettorale sulle paure e sul rancore. Ma un'Italia più forte e più giusta non si costruisce sulla paura. 

Lo diciamo con la nostra campagna elettorale. Alzare i toni, gridare, fare paura, porta qualche decimale di punto in più, ma non costruisce futuro. Noi pensiamo che l'Italia abbia tutto. 

Abbia qualità, competenze, capitale umano, bellezza. Bisogna farla funzionare meglio. È un lavoro che abbiamo iniziato e i risultati sono sotto gli occhi di tutti, anche degli avversari. Ma c'è un grandissimo spazio di crescita. 

Vogliamo raddoppiare i posti di lavoro che abbiamo creato, dando più stabilità. Vogliamo essere capofila di sostenibilità ambientale e energetica. Vogliamo fare più figli mettendo le famiglie in condizioni di sicurezza.

Non possiamo giocare al fantacalcio delle proposte irrealizzabili. Tra 72 ore nessuno parlerà più della Flat Tax o del reddito di cittadinanza. 

Mentre le proposte concrete su Ires, partite Iva, anticipo pensionistico, banda larga finiranno come gli 80€: patrimonio di tutti.

Ecco perché non giocheremo a rilanciare proposte impossibili, non ci inventeremo nulla nelle prossime ore che non sia la nostra serietà.

E ricordo che votare è semplice: basta mettere la croce sul simbolo del PD e il voto andrà direttamente ai candidati, sia nel collegio che nel proporzionale. La croce sul simbolo del Partito Democratico, basta questo per dare una mano all'Italia.

Noi chiediamo un voto perché vogliamo un'Italia più forte, che costruisca il futuro senza aspettarlo, che viva i suoi valori con orgoglio, che scelga il lavoro e non i sussidi.

Non abbiamo un libro dei sogni come programma, ma ci piace sognare. Siamo gli unici ad aver pensato al futuro. A chi ci dice "Non evocate il voto utile" non sta bene, tuttavia diciamo che ci sono ancora tanti incerti, che magari non concordano tutto al 100%, ma che non vogliono sprecare la propria occasione elettorale. 

A tutti costoro ricordo: meglio un voto utile oggi che un rimpianto inutile domani. Inutile organizzare le manifestazioni contro gli estremisti il giorno dopo, pensiamoci prima, finché siamo in tempo.

Un sorriso, Matteo

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