mercoledì 30 maggio 2018

50 anni di sacerdozio

Don Renzo Tarlazzi a S. Agata
Di Valeria Giordani 




Carattere deciso, schiettezza romagnola, una volontà realizzatrice ‘lancia in resta’ che ha lasciato a S. Agata - a detta di tutti- importanti capisaldi strutturali per la vita cittadina, sociale, cristiana.







“Resterò per sempre santagatese” aveva detto Don Renzo Tarlazzi sei anni fa, quando annunciò il suo ritiro dalle funzioni di parroco dopo 23 anni a S.Agata ( attualmente riveste gli incarichi di canonico del Duomo di Faenza e addetto alle confessioni), A S. Agata rimane presidente dell’ istituzione a cui ha rivolto impegno per quasi 30 anni, l’asilo Azzaroli, una base della vita cittadina; ma risponde anche a ogni chiamata ed esigenza che viene dalla parrocchia, in collaborazone fraterna con il parroco attuale don Claudio Ghergel, promotore dei festeggiamenti nel 50° della sua Ordinazione sacerdotale.

Don Renzo ricorda il suo arrivo nel 1989, dopo due parrocchie faentine. La sua soddisfazione è quella di avere compiuto realizzazioni (l’asilo, le scuole, strutture sociali, servizi) che hanno trattenuto molti a S. Agata, che hanno permesso di abitare qui con servizi efficienti, e una vita e identità cittadine nonostante le piccole dimensioni.

Lascia una canonica rinnovata, ambienti per attività pastorali e ricreative, sportive; il restauro di statue, quadri e impianti della chiesa; la costruzione di un complesso comprendente oratorio, circolo, una ‘sala della comunità’ con aule per la pastorale e il catechismo, e un impianto sportivo adiacente, strutturato anche per i più piccoli. 

La sala, capace di 150 posti, è rinata sulle fondamenta di un circolo (Silvio Pellico) che era stato un capitolo importante della vita sociale e culturale della cittadina nella prima metà del ‘900, aveva ospitato i dibattiti e i fermenti che avrebbero segnato un secolo; e poi era sta riutilizzata come cinema, prima della decadenza, triste per un’area importante nel centro cittadino.

“Così, ho cominciato a bussare a tante porte. Alla notizia del raggiungimento dei fondi necessari per l’intervento (600mila eu, grazie alla generosità dei santagatesi), il vescovo mons, Tito Stagni – ride don Renzo- mi definì “un provocatore….di miracoli”.

Ma insite anche per l’impegno a mantenere in vita le piccole chiese di campagna: “Chiudere la chiesa, e mettere sulla porta un cartello con gli orari della Messa nella parrocchia più grande, non basta”. Nel suo bilancio, anche la realizzazione di una cappella nel cimitero, per la preghiera.

La schietta comunicativa ben nota a chi lo conosce non risparmia le critiche alla società di oggi, pur consolandosi col riconoscere tanti fermenti positivi nel campo del volontariato. Si dichiara rattristato per un declino di attenzione verso la vita spirituale e dell’impegno nelle famiglie per una vita formativa cristiana; troppo bassa l’attenzione verso i valori e il rispetto della persona; troppa ricerca di attività per i bambini, tutte orientate all’obiettivo di farne a tutti i costi dei campioni di qualcosa.

Nota in particolare la carenza di affetto e senso di abbandono in cui vede invecchiare gli anziani. “Vedo tante persone portare a passeggio il cane al guinzaglio, circondare di affetto l’animale; bene, ma non vedo altrettante persone spingere una carrozzella e portare a passeggio un anziano, e mi chiedo: non si rischia di spostare tutta l’affettività agli animali?”

Vorrebbe una maggiore responsabilità dei laici (stante il calo delle vocazioni sacerdotali) a assumere impegni pastorali e sacramentali; vorrebbe che fosse mantenuta una presenza ecclesiale anche nelle comunità più piccole.

La Messa di domenica mattina è stata una festa, piena di suoni, esclamazioni, applausi, e anche battute di spirito.

Intensa anche la partecipazione del Vescovo del Benin (comunità legata a quella di S.Agata dalla gratitudine per iniziative di solidarietà): il Vescovo Paul Konassidi di Djougon, che ha avuto parole di affetto “6500 km…ma oggi non potevo mancare”, e “Dove è il mio cuore, lì è la mia casa”.

I santagatesi hanno anche affollato il pranzo nella sala parrocchiale; sono arrivati amici di Don Renzo da varie parti d’Italia (racconta il sindaco Enea Emiliani “Vado in giro per l’Italia e mi chiedono: Ah, S.Agata: il paese di Don Renzo?”) e in serata lo spettacolo dell’immancabile Sgabanaza. La Pro Loco cittadina ha offerto un aperitivo, e l’organizzazione della giornata, con allestimento di pranzo e spettacolo per un totale di circa 500 presenze, è stata un grosso impegno per il circolo parrocchiale ASPI e tanti volontari.

Ma l’indomani riserva già l’inizio di un altro lavoro: i preparativi della festa di fine anno scolastico dell’asilo Azzaroli, per l’8 giugno.

Valeria Giordani

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