giovedì 31 maggio 2018

A San Potito stoccaggio gas in acquifero e ad alto rischio sismico

Depositata interrogazione per far luce sulle caratteristiche geologiche sito Edison

A San Potito si sta tentando di stoccare gas contro legge in acquifero profondo e con grande rischio sismico?



E’ questo in sintesi l’interrogativo che si pongono i senatori M5S, Gabriele Lanzi e Franco Ortolani, che hanno depositato un atto di sindacato ispettivo ai ministri dello sviluppo economico e dell’ambiente in merito all’istanza presentata da Edison, già titolare della concessione di stoccaggio gas di San Potito e Cotignola, e che ora vorrebbe una nuova autorizzazione per sperimentare lo stoccaggio in sovrappressione nel giacimento BB1 di San Potito.

“Il vecchio giacimento di gas di San Potito –spiegano i senatori - ha dimostrato una scarsa capacità di stoccaggio rispetto alle analisi iniziali a causa di un acquifero molto attivo, potente e di dimensioni infinite. Questa situazione è certificata e descritta in tali termini dallo stesso concessionario nella domanda di autorizzazione depositata al Ministero e tale descrizione ci fa sospettare di essere in presenza di quegli acquiferi profondi in cui la nostra normativa vieta di stoccare gas ai sensi dell’articolo 70 del cosiddetto collegato ambientale alla legge di stabilità 2016”.

Proseguono i parlamentari: “Edison, invece di abbandonare il progetto di stoccaggio in un sito che si è rilevato sin da subito inadatto allo scopo, vuole forzare il processo andando in sovrappressione. 

Non siamo contrari a prescindere e il nostro obiettivo è in generale aiutare i territori e le nostre aziende a crescere ma prescindere da sostenibilità e sicurezza non è mai un buon affare per i cittadini. 

Ci sembra dunque troppo rischioso autorizzare questa sperimentazione a San Potito, zona caratterizzata da sorgenti sismogenetiche superficiali a soli 2,5 km di profondità circa, da subsidenza, rischio idrogeologico e liquefazione dei suoli. Ricordiamo inoltre che il sito insiste proprio sull’epicentro del disastroso terremoto del 1688 e che questa faglia non risulta però rappresentata negli studi allegati al progetto”.

“Chiediamo pertanto –concludono i pentastellati - di escludere facili autorizzazioni rilasciate senza un’approfondita conoscenza del sottosuolo e ci uniamo alla battaglia già da tempo affrontata dal Movimento 5 Stelle sul territorio e in particolare dalla consigliera Ilaria Picciloni perché vogliamo affermare l’importanza del principio di precauzione in tutto ciò che riguarda il territorio e l’ambiente. 

Chiediamo anche di aggiornare la normativa sullo stoccaggio di gas prevedendo una specifica definizione normativa di acquifero profondo che in realtà manca e disciplinando il divieto di stoccaggio già previsto per quei siti”.


sen. Gabriele Lanzi
Portavoce M5S
Commissione Industria, Commercio, Turismo

Stampa questo articolo

Nessun commento:

Posta un commento