mercoledì 2 maggio 2018

Assistenti familiari, per la loro dignità

Riceviamo dal Movimento Cinque Stelle e pubblichiamo


Nell'ultima seduta del Consiglio Comunale di Alfonsine, nella quale si è votato all'unanimità il nuovo Regolamento del registro delle Disposizioni di Trattamento Anticipate (DAT), derivante da una legge di civiltà proposta e voluta fortemente dal Movimento 5 Stelle nella scorsa legislatura, è stato approvato a pieni voti anche un nostro Ordine del Giorno sul riconoscimento della figura degli assistenti familiari (Caregiver).


Il termine “CAREGIVER” significa significa colui che si prende cura e nel caso specifico si riferisce a tutti coloro che assistono e si prendono cura di un loro congiunto ammalato o in condizioni di disabilità. 


Avere un figlio, un genitore, un parente, un amico diversamente abile o affetto da una malattia rara è una condizione complessa, fatta di difficoltà quotidiane che si confrontano con problemi medici e di comportamento che possono compromettere e distruggere l’equilibrio familiare.

Già nel 2011 l'ISTAT riportava un dato piuttosto pesante: 3,3 milioni di persone si prendono regolarmente cura di anziani, malati, adulti con disabilità (8,4%) (ISTAT, “La conciliazione tra lavoro e famiglia. Anno 2010”, dicembre 2011). Ma altri successivi studi e focus, hanno confermato ancora più nel dettaglio la rilevanza quantitava del fenomeno. Un tema che investe ormai milioni di famiglie con vari gradi di gravità in termini di sovraccarico personale, salute, relazioni e ricadute economiche.

Le aspettative sono, quindi, notevoli e richiedono soluzioni normative, per questo alla Commissione Lavoro e Previdenza sociale (11ª) del Senato era stato affidato, nella Legislatura testè conclusa, il compito referente di analizzare i disegni di legge in tema di assistenti familiari. 

Questi sono stati esaminati in modo congiunto a partire dal gennaio 2017, ma solo nella seduta del 27 settembre 2017 è stato presentato lo schema di testo unificato, cioè la base su cui la Commissione avrebbe dovuto procedere alla discussione per consentire la successiva discussione in Aula e poi nell’altro ramo del Parlamento.

Purtroppo come era prevedibile, il testo non aveva più i tempi tecnici per essere approvato nemmeno in un ramo del Parlamento per lo scioglimento delle Camere. 

Inoltre va anche detto che il testo unificato proposto era comunque molto deludente e in larga misura irricevibile da chi assiste abitualmente un familiare con disabilità magari da anni: privo di copertura finanziaria credibile, il testo proposto non introduceva nessun diritto sogettivo, nessuna copertura previdenziale, di malattia, di infortunio, né – tantomeno – prevedeva misure per affrontare compiutamente e in modo strutturale il problema. 

Nessun livello di esenzione, ma nemmeno nessun obiettivo di servizio era previsto come indicazione alle Regioni.

A questo punto anche l’istituzione di un Fondo per gli assistenti familiari, plaudita da alcuni commentatori come l’avvio di politiche di sostegno alle persone si è rivelato largamente irrealizzabile. 

Nonostante l’entrata in vigore della legge di bilancio nessun caregiver ha potuto vantare nuovi diritti soggettivi e neppure godere dei fondi stanziati dallo stato per il sostegno del ruolo di cura e di assistenza familiare, stante una dotazione iniziale di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018, 2019 e 2020.

E' chiaro a tutti che questo corto circuito istituzionale non è minimamente accettabile nei modi e nei tempi rispetto alla portata sociale del problema, si dispone di fondi già di per se risibili a qualsiasi politica di reale impatto, non utilizzabili in assenza di una normativa rinviata sine die, e con una discutibile e poco operativa definizione della figura dell'assistente familiare.

Tutto questo, grava come un macigno sulle vite di chi aveva aspettative e speranze che nell'immediato sono state largamente disattese e che noi abbiamo raccolto nel nostro appello al Presidente della Repubblica – quale garante della carta costituzionale – al Capo del nuovo Governo, all’ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica.

Con il nostro Ordine del Giorno chiediamo a questi interlocutori istituzionali di sollecitare ed esercitare ogni utile pressione sul prossimo Governo e sul Parlamento della XVIII Legislatura, affinché si proseguano i lavori interrotti redigendo un testo di legge proteso alla formazione di una norma nazionale per il pieno ed uniforme riconoscimento a tutela e sostegno, anche sotto il profilo della previdenza sociale, della figura e del ruolo del caregiver familiare nella sua accezione internazionalmente riconosciuta.

Ridiamo dignità alle persone perchè nessuno deve rimanere indietro ...

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