venerdì 18 maggio 2018

I NO del Pd

Prima a di Maio ora al Governo
di Arrigo Antonellini

Eccole, puntuali, le critiche del PD al nascituro governo, prima ancora che inizi a lavorare.

E ne avremo per cinque anni, com'è il compito che il PD si è scelto con i nostri voti, guardare gli altri a governare.

Partiamo da lì, i tanti milioni che l'hanno votato sapevano che avrebbe dovuto fare alleanze.

Un elettorato quello del Pd non abituato a scegliere di votare per fare testimonianza, essere uno dei tanti partiti della minoranza.

Ma dire sì al confronto con Di Maio, per lo meno accettare di confrontarsi per poi eventualmente governare limitando i danni per gli italiani, evitare che agli italiani, agli europei, a chi scappa dalla fame, toccasse Salvini, significava perdere altri voti?

In Politica ci si impegna per un voto in più o per un servizio al prossimo?

Critiche al governo che il Pd ha voluto per gli italiani, per punirli per avergli dato un pò di voti in meno?

Intanto mentre gli italiani sono con il fiato sospeso sul merito del programma di governo, il PD lavora attorno alle sue di poltrone, un tema che affascina talmente poco per la nostra futura qualità della vita che già, giustamente, i media, che sanno cosa interessa ai loro clienti, passano addirittura dopo le notizie su Berlusconi e sulla Meloni, che di voti ne hanno presi molto meno di noi.

Arrigo Antonellini  

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