mercoledì 23 maggio 2018

La Romagna Estense a Bruxelles

Per parlare di diritti sociali

Domani, giovedì 24 maggio la Bassa Romagna vola a Bruxelles per parlare di diritti sociali. L’Unione dei Comuni della Bassa Romagna è stata infatti selezionata dalla Regione Emilia-Romagna per portare la propria esperienza in ambito di welfare al seminario “The new European social pillar: models of local governance”.
Il pilastro europeo dei diritti sociali, lanciato al vertice sociale di Göteborg nel novembre 2017, mira a collocare il sociale nel cuore dell'Europa. Il seminario in particolare sarà incentrato sul ruolo degli enti locali nel per il buon funzionamento e l'equità dei mercati del lavoro e dei sistemi di protezione sociale.

A tale proposito, le politiche messe in campo dalla Bassa Romagna sono state selezionate in quanto “buone prassi”, un esempio da condividere a livello europeo con colleghi provenienti da tutti i Paesi.

L’iniziativa è un'opportunità per mostrare esperienze europee, mettendo insieme studi di casi italiani, francesi, svedesi e finlandesi, in particolare sui servizi socioeducativi e di salute sociale. Il seminario mira a colmare le distanze tra autorità locali e istituzioni europee, per esplorare nuovi modelli di governance locale.

Saranno a Bruxelles Eleonora Proni, sindaco con delega alle Politiche sociosanitarie dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna, e Silvia Zoli, coordinatrice dell’Ufficio di piano per l'integrazione sociosanitaria dell’Ucbr. Sarà inoltre presente Nadia Carboni, dirigente del Servizio Promozione territoriale, Governance e Comunicazione dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna, per instaurare un rapporto di collaborazione tra la rappresentanza regionale a Bruxelles e l'Ucbr nell'ambito della progettazione europea e della ricerca di fondi.

“L'appuntamento di Bruxelles è un'importante occasione per far conoscere a livello europeo le politiche sociali dell'Unione dei Comuni della Bassa Romagna - ha dichiarato il sindaco Eleonora Proni - e in particolare il nostro impegno per una costruzione partecipata della programmazione dei piani sociosanitari e dei servizi educativi. Ciò avviene attraverso un confronto e una condivisione costanti con i cittadini, gli operatori e tutti coloro che si occupano della cura della persona”.

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