giovedì 31 maggio 2018

L'Italia a scacchi

Ma non giochiamo noi, giocano loro
di Arrigo Antonellini



Perchè si lascia mangiare l'alfiere? Per mangiarmi la torre, dopo? A me non mi frega mica.
Muovo subito o meglio se aspetto un pò?


Attorno al tavolo con gli scacchi ci sono i media, i professori di scacchi, i politologi, a spiegare al popolo le strategie dei due "giocatori", incomprensibili per il ceto medio.

Soprattutto a spiegare chi dei due abbia più strategie di gioco e quindi più possibilità di vincere la partita.

Già, chi vincerà del due "giocatori"? 


Ultim'ora, spostiamo un pezzo sulla tastiera, mettiamo la torre al posto del cavallo, Savona, e vediamo chi vince....

Non ho capito però il regolamento della finale dopo la prima parte della partita, il voto, non dovevano giocarsi il primo posto, il primo e il secondo del campionato?

Salvini non è mica arrivato secondo, secondo è arriavto il Pd: si doveva stabilire prima di iniziare la partita che fosse vietato ritirarsi dalla gara, bruciare i milioni di punti, di voti ricevuti!

E addirittura chi è arrivato solo terzo è quello che ora ha più pezzi sulla scacchiera, quello che ha più strategie tra cui scegliere per vincere.

E se in questo casino in cui ognuno pensa solo a vincere lui, almeno il PD, dopo essersi tirato fuori fregandosene della qualità della vita degli italiani pensando anche lui solo ai fatti suoi, almeno battesse due colpi democartici, tornare a fare un partito unico, se non altro per essere contro (oggi si vota contro più che per chi) e desse ovunque le pedine degli scacchi in mano agli italiani per la scelta dei dirigenti e dei candidati alle cariche del governo della "Cosa Pubblica" a tutti i livelli?

Arrigo Antonellini


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