giovedì 31 maggio 2018

Maggiore integrazione per definire la PAC una politica davvero comune

Di Gianni Bessi

“Il futuro della nostra agricoltura deve rimanere comune”. A dirlo è il consigliere regionale Gianni Bessi commentando il voto espresso dal Parlamento europeo sulla futura riforma della PAC.


“Come ha confermato anche il vicepresidente della commissione agricoltura e sviluppo rurale Paolo De Castro, l’assemblea è favorevole alla semplificazione, ma non accetterà mai una ri-nazionalizzazione della Politica Agricola Comune – spiega Bessi –. 


Ribadisco come il futuro della nostra agricoltura debba rimanere comune, proprio per garantire crescita, produttività, sostenibilità e competitività a tutti i nostri agricoltori, senza rischi di distorsioni di concorrenza tra Stati o addirittura tra Regioni differenti”.

Una presa di posizione non recepita nella proposta di riforma della PAC post-2020 che la Commissione europea presenterà ufficialmente il primo giugno. 

“Si è preferito imprimere una forte accelerazione all'iter decisionale scavalcando le prerogative del normale dialogo inter-istituzionale che rischia di liquidare con troppa facilità la più grande esperienza di politica sovranazionale della storia dell'Ue. 

La sola responsabilità dei controlli all'Unione europea non basta per definire la PAC una politica davvero comune. Serve invece un messaggio forte di ancora maggiore integrazione: lo dobbiamo agli 11 milioni di agricoltori e agli oltre 500 milioni di cittadini europei”.

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