martedì 22 maggio 2018

Santa Messa di fine anno scolastico

Dell'Istituto San Giuseppe
di Davide Solaroli



Presso la Chiesa della Collegiata di Lugo, si è celebrata la Santa Messa di fine anno scolastico 2017/2018 dell’Istituto San Giuseppe di Lugo.

Una celebrazione intensa e partecipata, grazie al coinvolgimento diretto con il quale, anche in questa occasione, Don Leonardo Poli ha stimolato e “provocato” gli alunni delle 10 classi della Scuola Primaria presenti alla funzione.

Parole semplici quelle del Parroco della Collegiata, intrise di fede, di amore e di speranza, che arrivano puntualmente dritte al cuore. 

Durante l’Omelia, Don Leo ha proposto ai bambini un quiz: la scuola è un luogo di noia, un luogo di libertà oppure un luogo di divertimento? Poi ha così proseguito: “La parola scuola deriva del greco skholḗ e significa luogo di libertà. Perché? Vi faccio un esempio: la mamma ti manda a comprare 2 kg di mele che dovrebbero costare 5 euro. La mamma ti ha dato 10 euro, ma tu ricevi di resto solamente 1 euro, ma, non rendendoti conto di essere stato truffato, te ne ritorni a casa allegramente. 

E allora vi domando: è più libera una persona che conosce poche cose e, per questo, si fa fregare oppure una persona che sa tante cose e non si fa truffare? Noi non siamo fatti per rimanere ignoranti e farci raggirare dal primo che incontriamo, ma siamo fatti per conoscere. 

Fra poco inizieranno le vacanze e la parola “vacanza” significa “tempo vuoto”. Ma questo tempo vuoto non deve rimanere tale: la maturità di uno studente si misura proprio dal modo in cui decide di riempire questo tempo vuoto. 

Potreste riempirlo, ad esempio, aiutando la vostra mamma. A questo proposito, ascoltate bene questa storia. Una sera, mentre la mamma preparava la cena, suo figlio si presentò in cucina con un foglietto in mano e glielo porse. 

La mamma iniziò a leggere quanto vi era scritto: “Per avere strappato le erbacce dal vialetto = 3 euro. Per avere ordinato la mia cameretta = 5 euro. Per essere andato a comprare il latte = 0,50 euro. Per aver badato alla sorellina per 3 pomeriggi = 9 euro. Per avere preso due volte “ottimo” a scuola = 5 euro. Per avere portato fuori l’immondizia tutte le sere = 4 euro. Totale = 26,50 euro″. 

La mamma fissò il foglio, poi prese una biro e, sul retro del foglietto, scrisse: “Per averti portato nel grembo 9 mesi = 0 euro. Per tutte le notti passate a vegliarti quando eri ammalato = 0 euro. Per tutte le volte che ti ho cullato quando eri triste = 0 euro. Per tutte le volte che ho asciugato le tue lacrime = 0 euro. Per tutto quello che ti ho insegnato, giorno dopo giorno = 0 euro. 

Per tutte le colazioni, i pranzi, le merende, le cene e i panini che ti ho preparato = 0 euro. Per la vita che ti do ogni giorno = 0 euro. Totale = 0 euro”. Terminato di scrivere, la mamma diede il foglietto al figlio e, quando quest’ultimo ebbe finito di leggere ciò che la mamma aveva scritto, due lacrimoni scesero dai suoi occhi. Allora girò il foglio e sul suo conto scrisse: “Pagato”. 

Poi saltò al collo della madre e la sommerse di baci. Cosa ci insegna allora questa storia? Ci insegna che, quando nei rapporti familiari si cominciano a fare i conti, significa che è finito tutto. Perché l'amore è gratis, oppure non è amore. In vacanza, se ogni cosa che farete sarà senza amore, rimarrete sempre tristi, annoiati e lamentosi. 

Come si fa a mettere amore in ciò che facciamo? Non è per nulla semplice fare le cose con amore. Per imparare, esiste una scuola: è la scuola di Gesù. Come possiamo non dimenticarci di Lui che è la sorgente dell'Amore con la A maiuscola? 

Dicendo spesso durante il giorno “Grazie Gesù”, dicendo “Gesù perdonami”. Questo vale molto di più che dire le preghiere la mattina. E se lo farete, vi assicuro che alla fine della giornata vi sentirete veramente liberi. Perché noi siamo liberi solamente quando facciamo le cose con Amore. Fidatevi di me, ma, soprattutto, fidatevi di Gesù".

Davide Solaroli

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