mercoledì 16 maggio 2018

Stoccaggio di gas a San Potito e Cotignola

Il Movimento 5 Stelle presenta osservazioni sul rischio sismico 

“Anche la Regione sembra concordare sulla pericolosità del progetto di sovrappressione nello stoccaggio di gas San Potito e Cotignola.”


A dichiararlo è Ilaria Ricci Picciloni, consigliere capogruppo del Movimento 5 Stelle nel consiglio dell’Unione dei comuni della Bassa Romagna. “Il Ministero dell’Ambiente ha pubblicato le osservazioni a esso pervenute in merito alla richiesta di Edison di poter procedere con prove di iniezione in sovrappressione nel sito e quanto si legge in queste osservazioni è inquietante. 

Dal sito del MATTM, a questo link http://www.va.minambiente.it/it-IT/Oggetti/Documentazione/1753/3104?pagina=3 è possibile scaricare sia l’elaborato presentato dalla Regione Emilia Romagna, che i due elaborati presentati da me e preparati con la collaborazione del Docente Universitario, Geologo e attuale Senatore del Movimento 5 Stelle Franco Ortolani. 

Dalle osservazioni della Regione, che sono il frutto di un tavolo avvenuto il 13 aprile, cioè dopo che con la mia interpellanza urgente di marzo ho esortato l’Unione della Bassa Romagna ad attivarsi immediatamente per fermare l’esperimento di forzatura della pressione fino al 20% in più dell’impianto di stoccaggio per recuperare lo spazio che l’acqua sottostante continua probabilmente a mangiarsi, si comprende come questo stoccaggio si stia rivelando un esperimento al buio, che va avanti per questioni economiche senza tenere conto né della pericolosità sismica del sottosuolo su cui è situato né del fatto che si sta sperimentando su un contesto di acquifero profondo. 

Ed è proprio sul tema dell’acquifero profondo che anche io ho impostato una delle due osservazioni inviate al Ministero: di fatto il progetto non sembra più rappresentare lo stesso progetto autorizzato quasi 10 anni fa, i dati da cui ha avuto origine il progetto sembrano essere incompleti, frammentari e superficiali, e in più se si sta lavorando nel contesto di un acquifero profondo preme ricordare che la legge vieta questo tipo di operazioni. 

L’altra osservazione che abbiamo prodotto invece evidenzia come le analisi condotte da Edison non tengano conto minimamente non solo delle sorgenti sismogenetiche superficiali che corrono nel sottosuolo ma in particolare non si sia minimamente preoccupata di verificare la situazione della faglia che portò al terremoto distruttivo del 1688 che ebbe come epicentro proprio Cotignola. 

Tutto questo in un altrettanto contesto di dubbio sulle conseguenze idrogeologiche e inquinanti, tanto è vero che la stessa Regione scrive: «si ritiene necessaria la progettazione di una rete di monitoraggio per il rilevamento di fuoriuscite al suolo e negli acquiferi superficiali del gas movimentato durante i cicli di stoccaggio/erogazione.» 

Insomma non c’è da star tranquilli, soprattutto tenendo conto del fatto che lo stoccaggio di gas non è l’unico che può portare deformazione del suolo in questo territorio, ricordiamo che sullo stesso territorio persistono anche altre autorizzazioni di coltivazione e giacimento gas (Longanesi) e stoccaggio (Stogit).

Quello che mi stupisce di più è che nella risposta pervenutami dai Sindaci della Bassa Romagna a seguito di mia interpellanza, gli stessi sindaci si definiscano solo preoccupati ma non contrari al progetto. Io invece invito tutti i cittadini della Bassa Romagna ad andare sul sito del MATTM e a scaricarsi quei PDF di osservazioni per comprendere immediatamente che questo progetto non è compatibile con questo territorio ed è un azzardo continuare ad ignorarne le conseguenze.

Ilaria Ricci Picciloni
Consigliere Capogruppo del Movimento 5 Stelle presso il Consiglio dell’unione dei comuni della Bassa Romagna 

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