mercoledì 2 maggio 2018

Verso la riduzione del numero delle diocesi

Tra cui la nostra, quella di Faenza....

Il numero delle diocesi italiane va ridotto e la Congregazione dei vescovi ha dato indicazioni alle Conferenze regionali italiane di inviare entro il prossimo agosto il loro parere circa un progetto di riordino delle diocesi.


Secondo quanto si apprende un testo con una proposta di riforma e quindi di riduzione è stato fatto pervenire ai vescovi italiani ed è su questo testo che la Santa Sede chiede un parere. 

Della riduzione delle diocesi italiane si parla da decenni e il papa Francesco, con una certa sorpresa, sollevò la questione nel primo incontro che ebbe con i vescovi italiani il 23 maggio 2013, due mesi dopo la sua elezione. 

Bergoglio accennò al “lavoro di ridurre il numero delle diocesi tanto pesanti”, inviando un preciso monito alla Cei e riportando in agenda l’argomento. 

Il cardinale Angelo Bagnasco pochi giorni dopo spiegò ai giornalisti che da almeno due anni la Cei aveva inviato alla Congregazione dei vescovi, competente della materia, uno studio con i criteri per un’eventuale riduzione. 

E commentò: “Se il Papa è convinto della necessità di una riduzione su questa base potrà decidere”. 

In Italia ci sono 226 diocesi, un’anomalia assoluta confrontando con il resto del mondo. 

Ventisette anni fa, prima della fusione e dell’accorpamento di molte piccole diocesi, che pure suscitò proteste, le diocesi erano 325. 

Ma la questione della riduzione non è nuova. Se ne è sempre parlato, anche prima del Concordato. 

Nel 1986 venne fatta una fusione di molte piccole diocesi attraverso accorpamenti. Ci furono proteste e manifestazioni. All’epoca il Segretario della Congregazione dei vescovi mons. Moreira Neves scrisse sull’Osservatore Romano presentando la riforma parziale che 119 è il numero delle diocesi italiane “ritenuto molto vicine all’ideale”. Probabilmente ora si è arrivati alla stretta finale e una riforma potrebbe essere alle porte.

Al Consiglio permanente si è parlato anche della riforma del processo matrimoniale canonico, che vede i vescovi coinvolti in prima persona dopo la pubblicazione del Motu proprio di Papa Francesco e prevede semplicità e celerità dei processi e gratuità. 


Nel Comunicato si sottolinea che le nuove disposizioni hanno trovato “la convinta adesione di tutto il Consiglio Permanente” e che è stata riconosciuta “l'opportunità che nell'attuazione della riforma siano ricercate a livello di Regione ecclesiastica soluzioni condivise in merito all'impiego, all'eventuale ricollocazione e alla giusta retribuzione degli operatori impegnati nei Tribunali ecclesiastici”.

“La Conferenza Episcopale Italiana assicura l'impegno a valutare l'entità e le condizioni del proprio contributo economico perché sia attuato il principio della giustizia e della gratuità delle procedure. 

Verrà, quindi, modificata - in sede di Assemblea Generale - la normativa Cei sul regime amministrativo ed economico dei tribunali”.

Alberto Bobbio

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