venerdì 22 giugno 2018

Dipinte le pareti del reparto del reparto di prevenzione oncologica dell'Ospedale di Lugo

Da Mara Babini
di Monia Savioli



Il primo lavoro realizzato all’interno dell’ospedale Umberto I di Lugo è datato 2016.


In quel caso Mara Babini, decoratrice d’arte e illustratrice grafica originaria di Ascensione aveva raccontato, dipingendola sulle pareti, una bellissima storia densa di personaggi fiabeschi dedicandola alle future mamme e ai piccoli del reparto di pediatria. Ora la sua arte è tornata per rendere più accogliente la sala di attesa ed i locali del reparto di prevenzione oncologica dove confluiscono le pazienti in lista per eseguire la mammografia. 

La realizzazione dei dipinti legati alla gioia dei fiori e al tema dell’acqua ha seguito i lavori di ristrutturazione che hanno migliorato l’aspetto grigio di quei locali nel seminterrato dell’ospedale accanto alle palestre. “A contattarmi è stata la direttrice sanitaria dell’Ospedale – racconta Mara. “Mi ha chiesto di sottoporle alcune idee ed io sono stata molto felice di tornare a lavorare lì in Ospedale. Alla fine ha scelto il progetto che avevo creato per primo, sulla base del colpo d’occhio inziale, un campo di fiori”. 

L’opera è stata finanziata da una donatrice che ha posto tre condizioni al suo gesto. La prima di restare anonima, la seconda di affidare l’incarico a Mara dopo aver visto il risultato del primo intervento sulle pareti della pediatria, la terza di inserire nell’opera un paio di scarpette rosse, simbolo della lotta contro la violenza sulle donne. E Mara le ha dipinte, allacciate ad un filo, sul campo di fiori. 

“E’ stato un lavoro molto impegnativo soprattutto dal punto di vista emotivo – sottolinea. “Lavorando nella sala di attesa e dentro al repartoero a stretto contatto con le persone ed avvertivo la loro inquietudine e la loro sofferenza. Quando si percepiscono queste sensazioni risulta poi difficile creare un lavoro in grado di esprimere positività”. 

Per completare l’opera, iniziata ad aprile, è servito un mese circa. “La parte più difficile è stato realizzare un angolo, denso di fiori perché, nel dipingerlo avevo le persone alle spalle. Sentire il peso dei loro sguardi mi aveva bloccata. 

Poi – continua – sono riuscita a superare questa incertezza e in poco tempo ho completato il dipinto. Oltre ai campi pieni di fiori ho dato spazio all’acqua, elemento tradizionalmente legato al femminile e a fiori più grandi, sparsi sulle pareti interne del reparto”. Ora, terminato il progetto, Mara si dedica a lavori per privati, coordinando il suo impegno dallo studio che ha in via Quarantola. 

“Mentre lavoravo in Ospedale tantissime infermiere mi chiedevano di andare nel loro reparto a fare un lavoro simile – conclude. “Ogni giorno avevo la fila di richieste”.

MoniaSavioli

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