martedì 26 giugno 2018

Foto e parole

Ode al castagno 

di Paolo Caroli



Andare per castagneti è una emozione interiore.




I colori dei fiori selvatici , il profumo legnoso del muschio.
E il fruscio delle foglie accarezzate dal vento, il calpestio dei rami secchi che sanno di note, i giochi di luce tra i grandi rami. E’ un tuffo silenzioso nel paesaggio dell’anima.
E’ come rinascere, e volare leggeri .
Nasce così la “Ode al castagno “


Il castagno è lì con la sua scorza rugosa,
spessa, solcata, piena di lotte.
E’ pellaccia dura, centenaria,
sul letto sterminato di ferite,
così spinose, pungenti e battagliere.
E’ l’armata invincibile,
dove un tempo la farina si offriva
al palato affamato degli innocenti.
E’ lui il castagno,
braccia nodose,
custode poderoso
agli schiaffi del vento.
Forte, stoico, non teme
le sciabolate della pioggia.
Faro del bosco,
scintillio di foglie,
pentagramma di pianti antichi.
E’ torre ardente di legni,
letto di brace,
che un tempo scaldava
corpi tremanti e cuori intorpiditi,
che aspettavano incerti
la nuova alba di speranza. 


Paolo Caroli 

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