sabato 23 giugno 2018

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Gli anziani di Lugo
di Giacomo Casadio
L’Ospizio Sassoli, luogo di ricovero e assistenza della popolazione anziana e indigente della città, venne fondato da Don Giovanni Sassoli, sacerdote della prima metà dell’800. Alla sua morte lasciò tutti i suoi beni all’assistenza dei vecchi abbandonati e poveri.

Il nome originale fu Casa di San Giuseppe dei Poveri Invalidi.

La burocrazia dello Stato Pontificio spostò l’apertura al 1847 accogliendo nell’edificio di Viale Orsini, che allora non esisteva ancora in quanto la ferrovia fu aperta nel 1867, dieci donne e dieci uomini.





La condizione degli anziani nell’immediato dopoguerra era piuttosto difficile. Fra loro c’era chi aveva ogni tipo di problemi, non ultimo l’abbandono e la solitudine, essendo le famiglie ridotte o impossibilitate a mantenerli a casa.

Restava quindi l’ospizio, gestito dall’Amministrazione Opere Pie, sulle cui forze gravavano decine di richieste provenienti dal comprensorio intero.




Spesso emergevano proteste da parte dei ricoverati per la qualità del vitto, che venivano evidenziate dalla stampa dell’opposizione come la VEDETTA repubblicana.

“Le minestre sono sempre alquanto scadenti e non meno spesso gli altri generi risultano di infima qualità. Recentemente è stata distribuita della salsiccia che conteneva tutto fuorchè carne suina ed in conseguenza di ciò alcuni ricoverati non hanno potuto alzarsi il giorno seguente.”


C’era anche chi usciva dal ricovero e trascorreva la giornata passando il tempo in un altro modo molto più sereno.

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Altri spendevano qualche ora nelle numerose osterie a bere e divertirsi con gli amici per poi finire stesi a terra incapaci di rialzarsi.



La cosa più dolorosa per le famiglie e gli anziani stessi era la perdita di coscienza dovuta a continue e pesanti ubriacature che producevano danni irreversibili e accorciavano di molto la vita.

Giacomo Casadio

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