lunedì 30 luglio 2018

500 o 1.000 ?

In gioco il ruolo della nostra Città

La notizia è che i tecnici, i medici, i competenti , ora dichiarano, all'unisono: "Sotto i mille parti all'anno non c'è sicurezza" !

Chiaro ovviamente il significato della parola sicurezza, il vocabolario, wikipedia, precisano che è il contrario di rischio, rischio per la salute, la vita (?), di una signora e di un bimbo!!

A Faenza e a Lugo non ci sono i requisiti per parti in sicurezza !!!

Avete partorito a Lugo? Avete rischiato  e magari non ve l'avevano neanche detto, lo dicono ora !!!!

Sì, i punti esclamativi si sprecano, si è fatto un gran casino per la presenza di qualche ora in meno di un pediatra e la cosa riguardava e riguarda, per fortuna, qualche sfortunato caso.

Qui si sta parlando di 500 famiglie che rischiano, di cancellare dall'anagrafe della nostra città, il "nato a Lugo".

Mi chiedo se le donne gravide andranno a Lugo a partorire dopo averci letto. 

Mai come questa volta mi auguro che queste righe vengano lette, non partorite in sicurezza a Lugo....e basta con i punti esclamativi.

Gli ordini dei medici della Romgna hanno promosso il manifesto "5 punti per una nascita sicura" cui hanno aderito, non bastasse, la Federazione Italiana Medici Pediatri Emilia Romagna e la confederazione Italiana Pediatri.

Si evidenzia la nacesità che le donne partoriscano in strutture idonee come definiti da un accordo firmato da Stato e Regioni del 2010, accordo che fissa il numero di almeno MILLE parti all'anno come parametro standard cui tendere nel triennio per il mantenimento dei punti nascita.

Pochissimi giorni fa, come abbiamo scritto, l'Ausl ha annunciato il mantenimento dei punti nascita di Lugo e di Faenza che faticano ad arrivare a 500.

Una decisione che secondo i tecnici quindi ci mette a rischio. 

Il manifesto è stato presentato ufficialmente in un incontro pubblico.

"Non bastano 500 parti all'anno, ma ne servono almeno 1000 per poter garantire la necessaria professionalità. Noi medici non sempre condividiamo le scelte della politica (??) e per etica professionale dobbiamo garantire l'assistenza migliore". 

Gli ospedali di Lugo e di Faenza non sono dotati della terapia intensiva neonatale per gestire le gravidanze a rischio. 

"Gran parte del futuro del bambino si gioca nel primo minuto della nascita, possono verificarsi casi di asfissia che può essere contrastata da una rianimazione rapida ed efficace in grado di ridurre morte e paralisi cerebrale a distanza".

Parole pesantissime, che terrorizzano.

Scontato che le conosca la politica, gli amministratori pubblici della nostra sanità, visto che le conosciamo, noi, voi, per ora senza smentite; ma smentite da chi, smentite dai politici le certezze dei medici? 

Ma tre giorni fa il sindaco di Faenza esultava e si "vantava" con i cittadini di avere avuto la certezza del mantenimento del "suo" punto nascita della "sua" città, con i suoi 500 parti.

Poi questa cosa ovviamente può essere letta da ognuno come meglio crede, dla piacere dei medici di operare a Ravenna piuttosto che a Lugo o a Faenza, allo spingere la cittadinanza a portare loro i numeri talmente in basso da poter risparmiare i costi dei punti nascita di Lugo e di Faenza, per nostra iniziativa, nostra volontà...   

Arrigo Antonellini    

Stampa questo articolo

Nessun commento:

Posta un commento