martedì 31 luglio 2018

Sui punti nascita risponde l'Aziena Usl

Si parlano con i comunicati stampa?

In riferimento agli articoli di stampa di questi giorni in cui più riprese viene sollevato il tema della sicurezza dei punti nascita di Lugo e Faenza, la Direzione Sanitaria aziendale intende rimarcare quanto segue.


Si condividono naturalmente, dal punto di vista strettamente tecnico, i dati derivanti dalle linee guida di settore in merito alle soglie di sostenibilità dei punti nascita e ai requisiti necessari per lo svolgersi del parto in sicurezza. Si sottolinea però che, relativamente ai punti nascita di Lugo e Faenza, pur in un contesto di numero di parti in costante riduzione, la questione della sicurezza di quelli che attualmente vi si effettuano è non solo garantita da tutte le azioni messe in campo finora, ma è anche tenuta sotto costante ed attento monitoraggio.

Vi è in primo luogo già da tempo, a monte, una rigorosa selezione delle partorienti rispetto al livello di rischio della gravidanza, con avvio di quelle a più alto rischio direttamente a Ravenna o ad altri centri di riferimento, per cui è errato affermare che le gravidanze a rischio a Lugo e Faenza costituiscono un problema, poiché non vi hanno luogo.

Va poi evidenziato come, più in generale, i livelli di sicurezza siano garantiti dalla presenza in entrambi i centri, di tutti i requisiti previsti dalle normative e relative all’accreditamento, che prevedono fra l’altro la presenza di un pediatra nell’arco della 24 ore. Si ricorda che i pediatri operanti appartengono tutti alla medesima equipe che lavora a rotazione negli ospedali di Ravenna, Lugo e Faenza, assicurando in questo modo il mantenimento di adeguati standard di competenza professionale.

Stessa cosa vale per i ginecologi che, appartenendo ad un’unica equipe e in virtù delle recenti disposizioni in merito, ruotano sempre di più sulle diverse sedi, mantenendo alti i livelli di competenza sulle diverse metodiche, parti cesarei compresi. Per questi ultimi poi è stata emanata recentemente una specifica procedura proprio per consentire, in determinati casi, di partorire con questa modalità, in assoluta sicurezza, anche presso i centri nascita di Faenza e Lugo. Sono poi pienamente operativi per l’ambito territoriale di Ravenna, nei casi previsti, i protocolli per il trasferimento in urgenza della partoriente e/o del neonato verso il centro aziendale più attrezzato.

Tutto ciò premesso, si può dunque affermare, in questo rassicurando la popolazione, che la sicurezza dell’assistenza viene sempre garantita in ogni punto attivo della realtà territoriale dell’Ausl Romagna, indipendentemente dal costo in termini di risorse economiche ed umane necessario per conseguirla.



"Pur in un contesto di numero di parti in costante riduzione", figuriamoci ora dopo quello che ci hanno precisato i medici! 

"La situazione è tenuta sotto costante ed attento monitoraggio", ci comunicate giornalmente gli esiti di questo monitoraggio, li pubblicate in un sito per renderli costantemente noti a noi che dobbiamo partorire? 

"Una rigorosa selezione delle partorienti rispetto al livello di rischio della gravidanza, con avvio di quelle a più alto rischio direttamente a Ravenna.
Sono poi pienamente operativi per l’ambito territoriale di Ravenna, nei casi previsti, i protocolli per il trasferimento in urgenza della partoriente e/o del neonato verso il centro aziendale più attrezzato".

Ma come funziona nella sanità? Politici, amministratori. medici, si parlano con comunicati stampa? Non operano nella stessa Azienda, non si vedono, non si parlano tra loro?

Perchè politici e amministratori non sono stati invitati, non c'erano, a confrontarsi, a ragionare insieme, sui 5" punti per una nascita sicura"? 

Saranno i sindaci, gli eletti da noi, proprietari dei costi della Pubblica Sanità, ad imporre  di farlo, ora, per farci capire bene a viva voce, presenti insieme medici e politici, invece di leggere due diversi comunicati? 

ana
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