sabato 11 agosto 2018

La nuova vita di Daniele Serafini

Il direttore del Museo Baracca
Intervista di Monia Savioli

"Si chiude una lunga e spesso gratificante esperienza professionale. Un saluto dalla nuova vita.". Daniele Serafini, Direttore del Museo Baracca e responsabile del settore arti visive del Comune, ha scelto di commentare in questo modo, sulla sua pagina facebook, il pensionamento imminente che scatterà il primo settembre prossimo dopo 38 anni di servizio.

Serafini, quali sono state le tappe principali della sua esperienza professionale?

Il mio percorso è iniziato il 6 ottobre del 1980. Per alcuni anni ho fatto parte della segreteria del sindaco dove ricoprivo anche la funzione di addetto stampa e, nel contempo, di segretario del comitato gemellaggi. Poi, nel 1993, ho iniziato a operare nel settore cultura all'interno di Palazzo Trisi. Qualche anno più tardi sono diventato responsabile del settore musei ed arti visive. Nel 2010 è arrivata la nomina a direttore del Museo Baracca, ruolo che ho affiancato a quello di responsabile per le arti visive e di referente per gli scambi culturali con la città gemella di Wexford.

Quali sono stati i momenti più importanti?

Sicuramente il centenario della morte di Baracca, evento recente nato da un grande lavoro corale che resterà nella storia della città. Come responsabile e direttore del Museo Baracca poi ho coordinato nel tempo ben 5 riallestimenti fra cui quello particolarmente impegnativo del 2015. Vederlo crescere dal 1999, quando era limitato al solo piano terra, ed espandersi ottenendo nel contempo riconoscimenti dalla Regione e da altre realtà grazie anche al supporto e al contributo di associazioni come la Squadriglia del Grifo e l'Unuci è per me motivo di profondo orgoglio. Occuparmi del Museo mi ha anche dato modo di riscoprire la tradizione di famiglia legata all'aeronautica di cui facevano parte, come ufficiali piloti, sia mio padre sia mio zio. Sul versante mostre, le tappe più importanti sono legate agli eventi celebrativi del futurismo musicale di Balilla Pratella e alle opere monumentali di Domenico Rambelli.

Quali sono i suoi progetti futuri?
Non ho ancora le idee del tutto chiare. Probabilmente collaborerò in modo saltuario con alcune riviste di cultura locale che mi hanno già contattato. Poi continuerò a dedicarmi alla scrittura e alla traduzione poetica. Ho ricevuto a tal proposito l'invito a partecipare, nell'aprile prossimo, ad un festival di letteratura in Irlanda. Poi sto valutando di riprendere a studiare musicologia e quindi di iscrivermi al corso di discipline musicali dell'università di Bologna. Ovviamente continuerò a seguire da cittadino il dibattito sui temi della cultura.

A chi lascerà il testimone?

La scelta sarà effettuata dalla Giunta che sta riflettendo proprio in queste settimane. Credo che ricorrerà ad una soluzione interna per garantire elementi di continuità. Personalmente auspico che figure come Mauro Antonellini, presidente dell'associazione La Squadriglia del Grifo, possano continuare ad essere interlocutori importanti per l'amministrazione.


A cura di Monia Savioli


Già, un'intervista, con uno del lughesi eccellenti che ha "fatto grande" il Museo Baracca, dedicato alla nostra prima, e forse unica, eccellenza nazionale e internazionale, Baracca.
Stiamo ragionando con lui su un progetto che sarà, da settembre, un bel regalo per voi lettori-proprietari.....un'intervista, ma per ora non vogliamo dirvi di più.

Il direttore   

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