mercoledì 29 agosto 2018

Sondaggi

Cosa si aspetta ancora ad usarli?

L'ultimo sondaggio di SKY, che difficile non riconoscere che non  sia all'avanguardia nel "potere" dell'informazione, riguarda il parere degli italiani sulle nazionalizzazioni.

Tre italiani su quattro non sono mica d'accordo che la loro sicurezza sia nelle mani di chi "gioca in borsa". 

Forse non c'era bisogno di un referendum per immaginarlo, quando la sinistra moderna si è ubriacò nelle privatizzazioni, modello partito americano.

Sul fatto che chi governava allora, il "regalo" al profitto privato, l'abbia fatto per "interesse" è un dubbio che ora si pone Di Maio, che arriva a parlare di danno erariale...

Già, i sondaggi, cosa aspetta la politica ad usarli nel suo lavoro di servizio al prossimo?

Dopo settant'anni da una Costituzione che sancisce che il potere sia del popolo, dei cittadini, si continua ancora ad articolare la partecipazione con la convocazione di "incontri pubblici", come se i cittadini non avessero altro da fare, nella famiglia, nel lavoro, nell'acculturasi, nello stile di vita dinamico, nello svagarsi, in ritmi di vita sempre sempre più frenetici.

Gli incontri tra i soliti venti noti, con relazioni chilometriche, dove si va quindi solo ad ascoltare.

I sondaggi costano? Si trovi una spesa che più di questa derivi direttamente dalla nostra Costituzione!

Ma quando la politica, con umiltà, imparerà lei, ad ascoltare??

I sondaggi, come le Primarie, forse disturbano....

Arrigo Antonellini

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