lunedì 6 agosto 2018

Tutti al mare? No, tanti al fiume

Ho fatto Crespino- Marradi ieri sulla strada che fiancheggia il Lamone



In alcuni punti c'era praticamente un senso unico per le tantissime auto parcheggiate per metà a bordo della strada: tanti, tantissimi, erano giù, al fiume, a fare il bagno, a rinfrescarsi a prendere un'abbronzatura che dura di più di quella della spiaggia.

Nelle purtroppo poche buche sufficientemente ampie per bagnarsi con "gusto", per la scarsità d'acqua degli ultimi anni, che è sempre meno.

Negli anni Sessanta si faceva il bagno ovunque sopra a Marradi. 

Gli alberi che vengono sempre meno tagliati e che crescono, si bevono l'acqua.

Perchè non li si fa tagliare da chi lo fa gratuitamente in cambio del legno che può tenersi, come fa il Comune di Faenza?

Cosa si aspetta a fare dighe che blocchino il vergognoso sperpero in mare della tanta acqua che ci regala il cielo, anche con la neve che non manca mai in collina?

Oltre al rischio di alluvioni dei fiumi nella nostra pianura? 

Perchè non ci si attiva affinchè a chi è in cerca di lavoro sia data la possibilità di vendere ghiaccio, acqua, bibite e frutta fresca, panini, ai tantissimi che sono al fiume?

Agli extracomunitari che davanti agli iper la Domenica rimediano al massimo 5 euro o che sulle spiagge rischiano di essere arrestati e che per vendere di più si occuperebbero anche di tenete puliti i brevi sentieri per arrivare al fiume. 

Che business può essere il turismo fluviale ?  

In Europa, i tantissimi che non hanno il mare, ci passano anche due settimane di ferie al fiume, attrezzati da chi fornisce servizi, senza bruciarsi i piedi, spendere migliaia di euro e senza perdere i bambini nel casino degli ombrelloni.

Arrigo Antonellini
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