mercoledì 5 settembre 2018

Applausi del popolo del Pd ai Cinque Stelle

Servono fatti non parole per ripartire



Sono piaciute, sono state largamente applaudite, le parole dette dal Presidente della Camera, il Cinque Stelle Roberto Fico a Ravenna.

Ovviamente si è parlato dei troppi pochi giorni che hanno cambiato la scena politica del Paese, quelli dell'offerta di Di Maio al Pd per sottoscrivere un contratto di governo del Paese tra i due partiti che il 4 marzo erano stati i più votati.

Bruscamente interrotti da Renzi che con quell'accordo avrebbe perso tutto lo spazio politico che gli è rimasto.

Quel mancato accordo che ha ora "leghizzato" l'Italia, con il sorpasso di Salvini su Di Maio registrato dagli ultimi sondaggi.

In niente come in politica perdere il treno che passa ti lascia a piedi, "abbandonato".

Tra pochi mesi si rivota, serve il tentativo di una svolta, sì, proprio dalla Romagna Estense, l'ex Romagna Rossa, dove il Pd sarà ben lontano da quel 51 per cento che possa garantirgli quel proseguimento, dopo 70 anni, del tenere il governo, in un ballottaggio dove tutti saranno contro ai detentori del potere, nell'ottica di quella voglia di cambiamento che non si ferma certo ai nostri confini, dopo aver varcato anche quelli di Imola. 

" Ma noi siamo diversi, privilegiati, siamo bravi" pensano ancora i nostri dirigenti del PD? 
A Imola non siamo stati bravi? Anche Renzi aveva governato bene.

Occorre presentarsi agli elettori con umiltà, andando alla ricerca di alleanze, di alleanze politicamente rilevanti, per quel contratto che piace agli elettori, con una lista di candidati  Sindaco vecchi e nuovi tra cui devono essere i romandioli ad avere il potere di scelta.

Occorre far votare anche prima del voto ufficiale, per tentare un coraggioso recupero per tentare di evitare quella storica Caporetto della sinistra che ha già conosciuto Imola e che diventerebbe difficilmente evitabile nascondendo la testa sotto la sabbia. 

Arrigo Antonellini

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