martedì 4 settembre 2018

Il futuro del calcio "italiano"

Giusta la lamentela di Mancini
di Arrigo Antonellini

La formazione del Napoli battuto 3 a 0 dalla Samapdoria:
Ospina; Hysaj, Albiol, Koulibaly, Mario Rui; Allan, Diawara, Zielinski; Verdi (46' Ounas), Milik, Insigne (46' Mertens). 


Non arrivano al 40 per cento gli italiani scesi in campo sino ad ora nel campionato di serie A "italiano".


I disperati li ricacciamo a casa, a quelli che sanno dare un calcio al pallone facciamo ponti d'oro.

Sui danni alla nostra bilancia dei pagamenti nessuno ha niente da dire?

Come si fa a fare una nazionale se il materiale umano non c'è, scarseggia?

C'è la possibilità per le squadre di serie A di iscriversi al campionato, quello di serie C, con giocatori under 21, ma solo la Juventus l'ha fatto.

Ovvio che se hanno meno di 21 sono quasi tutti italiani, come si fa a conoscere bene un ragazzo di 20 che gioca in Brasile o in Nor d'Africa o in Giappone? 

Non si può mettere in discussione la libera circolazione delle "merci", compreso i calciatori, come quando gli stranieri potevano essere solo due (ed avevamo una grande nazionale!).

Ma imporre un minimo di giocatori under 21, sì, il basket lo fa già.

Ancora nessun limite per gli europei (per gli inglesi sì però) ma per altri un limite a due si potrebbe mettere.

L'interesse per la nazionale fa bene al calcio italiano, a tutte le squadre.

La formazione del Sassuolo secondo in classifica: Consigli; Lirola, Magnani, Ferrari, Rogerio; Duncan, Locatelli, Sensi; Berardi, Boateng, Di Francesco.

Sono otto, alzano la media del Napoli e delle altre "grandi".

Arrigo Antonellini

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