sabato 29 settembre 2018

Il reddito di cittadinanza

Difficile da capire

Parto dal titolo: "Non hai lavoro, sei povero, noi altri italiani ti diamo soldi ma solo se sei di razza italica, diversamente puoi crepare...."

Giustissima la riforma dei centri per l'impiego, una priorità.

Dunque non hai lavoro, allora ti facciamo un regalo per ricattarti, se non ti trovi un lavoro, te lo togliamo, il regalo.

Ma se non hai un lavoro lo cerchi solo per paura che ti tolga il regalo, se non non te l'avessi fatto avresti continuato a morire di fame, non lo cercavi un lavoro?

Ma non lavori perchè non lo trovi o perchè non lo cerchi?

Bene i centri dell'impiego riformati, saranno in grado di offrirtelo un lavoro oppure sono cosa rara questi posti di lavoro, con quello che costa un dipendente in regola, con tante imprese in difficoltà e con la Pubblica Amministrazione che non può aumentare i suoi costi di personale?

E se facessimo in modo invece che un posto di lavoro a chi lo dà, costi molto meno?

E se i nostri soldi li spendessimo per aiutare le imprese e chi non lavora, facendo aumentare i posti di lavoro, da distribuire con i centri per l'impiego riformati? 

E se dopo diversi mesi del nostro regalo a chi il lavoro poi o non lo troverà perchè non c'è o perchè non lo vuole e lui dopo, quando il regalo glielo toglieremo,  starà ancora peggio di prima, a cosa saranno serviti i nostri dieci miliardi?

Cerchiamo di capire perchè non hanno reddito e diamolo un sostegno solidale a chi non ce la può fare. 

Aumentiamo il numero delle assistenti sociali e diamo loro i mezzi per la necessaria solidarietà.

Ma così, dopo i voti vanno ai sindaci non a Di Maio in perenne campagna elettorale.

E' giusto che sia la comunità ma con i Comuni che possono capirla, interpretarla, non lo Stato, a farsi carico della povertà, non solo le associazioni cattoliche.

I "Poveri di Stato"? No sono Persone, ciascuna con un proprio diverso vissuto, non è con il Reddito di Cittadinanza statale, che si vince la povertà. 

Arrigo Antonellini

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