mercoledì 26 settembre 2018

Una cappa di riservatezza sulle dimissioni della nuova segretaria del Pd

Mondini dimissionaria
Le beghe interne del PD lughese
di Davide Aleotti

Seguo con interesse sulle colonne del Suo giornale (a dire la verità l’unico che se ne stia occupando in maniera sistematica) la cronaca di un evento politico che per la nostra comunità non è di poco conto, ovvero le dimissioni della Segretaria del PD lughese a pochi mesi dalla sua elezione, episodio su cui è calata una cappa di assoluta riservatezza (pare in un primo momento per non turbare gli animi dei tanti militanti che erano impegnati nel caldo agostano a spadellare e servire ai tavoli negli stand gastronomici della festa nazionale de L’unità svoltasi a Ravenna).


Visto che non è costume del movimento politico che rappresento in consiglio comunale mettere bocca nelle beghe interne di altre forze politiche, preciso che queste poche righe sono da considerarsi come un mio personalissimo contributo alla sua opera di cronista. 

Ufficialmente le dimissioni sono giunte per questioni personali, non ho motivo di credere che cio non corrisponda a verità, anche se mi sarei meravigliato parecchio se le motivazione rese pubbliche fossero state di diversa natura. 

Senza voler fare facili dietrologie sulle recenti difficoltà che il PD lughese ha avuto in consiglio comunale, o sullo psicodramma che il partito sta vivendo in questi giorni a livello nazionale e locale con l’ennesimo regolamento di conti tra le varie correnti, mi limito a fare una considerazione sul contesto politico in cui questa defezione avviene. 

La segretaria Mondini in maniera molto acuta aveva posto a fondamento della sua missione un approccio ben preciso ricostruibile dalle interviste rilasciate alla stampa dopo l’elezione.

A parer suo il PD doveva “ interpretare i bisogni e fare proposte politiche in grado di ottenere consenso e partecipazione, prestando molta attenzione al ruolo delle 14 consulte del comune” ed ancora “dovremo fare uno sforzo per aprirci, per dialogare con tutti i nostri possibili interlocutori: cittadini, imprese, associazioni, sindacati e volontariato”. 

L’impressione per chi fa politica a Lugo è che non sia stata molto ascoltata dalla Giunta sostenuta dal suo partito. 

Negli ultimi mesi importanti decisioni inerenti opere pubbliche, che impegnano in maniera importante il Comune, sono state prese senza coinvolgere minimamente le consulte di decentramento e la cittadinanza, e quando è stato avviato il confronto lo si è fatto solo a seguito delle insistenze delle opposizioni e a decisioni già prese (si pensi al caso del nuovo campo da calcio di Madonna delle Stuoie). 

A Lugo stanno nascendo come funghi comitati di cittadini che si oppongono a decisioni specifiche dell’amministrazione (vedasi Piazza Savonarala) o che richiedono maggiore attenzione su problematiche particolari (via Cento). 

Chi come il sottoscritto fa politica sul territorio sempre più spesso è contattato da cittadini fino a qualche anno fa molto vicini al partito di governo che segnalano situazioni di malessere e criticità inascoltate dagli amministratori, che puntualmente ci si impegna a far diventare interrogazioni ed interpellanze. 

Per non parlare delle problematiche sorte con associazioni di categoria e volontariato (significativo il recente caso della Proloco di cui molto si è detto e scritto). 

I motivi per cui il PD lughese è rimasto senza vertici a ridosso delle elezioni comunali non lo conosceremo mai credo, e forse è giusto cosi, ma la discrasia tra ricerca dell’apertura verso la società, che in alcuni dirigenti credo sia stata sincera, e prassi autoreferenziale di amministratori e parte del gruppo dirigente locale forse ha avuto il suo peso.

Davide Aleotti
Consigliere Comunale Gruppo Per la Buona Politica

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