martedì 30 ottobre 2018

Buoni fruttiferi e libretti postali

Tre le forme di risparmio preferite 

Sono da tempo entrati nella terza età ma godono di ottima salute: nati rispettivamente nel 1924 e nel 1875, i Buoni Fruttiferi Postali e i Libretti Postali restano a tutt’oggi tra le forme di risparmio preferite dagli italiani, con depositi che ammontano complessivamente a circa 321 miliardi di euro.
Al 30 giugno 2018 erano circa 111.000 i buoni fruttiferi postali e 82.000 i libretti postali posseduti dai risparmiatori in provincia di Ravenna (2.377.000 e 1.319.000 in Emilia-Romagna), con una raccolta che negli ultimi mesi ha fatto registrare una crescita significativa.

Le ragioni di questo rinnovato successo vanno individuate soprattutto nella capillare presenza di Poste Italiane sul territorio nazionale e nelle tradizionali caratteristiche di sicurezza, semplicità e trasparenza. I titoli del risparmio postale sono emessi dalla Cassa Depositi e Prestiti, garantiti dallo Stato Italiano e collocati in esclusiva da Poste Italiane.

I Buoni Fruttiferi Postali consentono di investire anche piccole somme, non hanno spese di emissione, gestione o incasso, sono esenti da imposta di successione e sono soggetti ad una tassazione del 12,50% sugli interessi maturati.

I Libretti di risparmio postale sono disponibili in diverse versioni, comprese quelle dedicate ai minori e quella denominata “Smart”, che consente di accantonare in tutto o in parte le somme depositate godendo di una remunerazione maggiore rispetto al tasso base e con la possibilità di gestire le operazioni online o attraverso un’App gratuita per smartphone e tablet.

Maggiori informazioni sui prodotti del risparmio postale sono disponibili sul sito www.poste.it.

Poste Italiane – Media Relations

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