lunedì 1 ottobre 2018

Il blocco della circolazione

Poche luci molte ombre

di Gianfranco Spadoni

Come ogni anno, da oggi primo ottobre e fino al 31 marzo 2019 si attueranno le misure per la qualità dell’aria e le relative limitazioni alla circolazione.

Con l’aggravante che la Regione Emilia Romagna quest’anno ha esteso le limitazioni anche ai veicoli diesel 4, vale a dire un provvedimento che in accordo con il ministero dell’Ambiente sarebbe dovuto partire solo nel 2020. Stiamo parlando di una serie di provvedimenti ritenuti pressoché inutili, come ha affermato la stessa Anci, l’assise dei sindaci italiani, perché le polveri sottili si spostano velocemente e il rischio, appunto, resta quello di non cambiare la situazione. 

Ma anche perché si tratta di misure estemporanee con effetto tampone così blando se non è accompagnato da piani mirati. La stessa Regione, peraltro, nel blocco della circolazione aggiunge i veicoli diesel 4 ma al contempo non introduce ulteriori incentivi per la sostituzione delle auto limitandosi a eco bonus, sempre insufficienti come plafond, per la rottamazione. Gli effetti sociali di questo provvedimento sono notevoli. Molti disagi soprattutto per le persone anziane, ma più in generale per i cittadini che non hanno alternative all’uso dell’auto propria o che non hanno disponibilità economiche per la sostituzione del veicolo in uso con modelli più recenti. 

Inoltre perché questi blocchi della circolazione abbiano un qualche significato, occorrerebbero interventi strutturali per migliorare e rendere più appetibile il trasporto pubblico attraverso un ventaglio di servizi efficienti, come la frequenza e velocizzazione delle corse, il miglioramento del comfort complessivo e del trasporto di pacchi ed effetti personali ingombranti, con una serie di collegamenti e punti di scambio meglio congegnati rispetto al sistema attuale. Andrebbero sperimentate anche forme di gratuità per determinate fasce di orario per facilitare l’accesso al centro storico.

Oltretutto tali blocchi della circolazione recano forti contraccolpi anche all’economica cittadina e in modo particolare al settore commerciale, già peraltro gravato da una serie di problematiche di vario genere. Questo provvedimento, inoltre, si ripercuote anche sulle auto dei turisti con inevitabili conseguenze per l’economia turistica.

E’ assolutamente fondamentale, dunque, agire su varie cause a cominciare dalla citata mobilità specie per quanto attiene il trasporto pubblico, ma in questa direzione negli ultimi vent’anni non si sono registrate particolari iniziative o interventi degni di nota. In altre parole, il trasporto pubblico mostra la sua inadeguatezza, non è competitivo e neppure attrattivo e dimostra nel concreto di non riuscire a sottrarre alla mobilità privata quote sempre maggiori di utenza.

Gianfranco Spadoni 
Consigliere civici Provincia di Ravenna

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